<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333</id><updated>2011-09-06T04:47:26.372-07:00</updated><title type='text'>VOYAGE DE PAPIER</title><subtitle type='html'>Il viaggio e la carta. La mia droga e la mia medicina. L'ordine e la libertà. La stabilità e l'irrefrenabilità. Un estremo e l'altro estremo. Io.</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>37</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-683989491595813606</id><published>2008-06-13T01:49:00.000-07:00</published><updated>2008-06-13T01:51:40.805-07:00</updated><title type='text'>Tre generazioni.</title><content type='html'>&lt;span lang="IT"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Mama Tina&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span lang="IT"&gt; è la mia vicina, nonché mia rivenditrice ufficiale di credito telefonico. &lt;i style=""&gt;Mama Tina&lt;/i&gt; ha un negozio di un metro per un metro, fatto di assi di legno sufficentemente marce e di un po’ di corteccia sistemata a tettoia. C’è una griglia che le permette di vedere i clienti ed evitare che gli stessi le prendano gratuitamente i suoi piccoli tesori: qualche uovo, un po’ di pane se capita, qualche provvidenziale rotolo di carta igienica, un po’ di olio, un po’ di farina e poc’altro. Certo è un negozio povero, ma a &lt;i style=""&gt;Mama Tina&lt;/i&gt; non manca mai qualche cliente. &lt;/span&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Da qualche notte sento un neonato piangere dall’altra parte della siepe e solo ieri ho scoperto che &lt;i style=""&gt;Mama Tina&lt;/i&gt; è diventata nonna di Beth. La piccola mi ha impressionato: tre mesi e sta già dritta dritta. Ma non solo. La piccola era piena di punture di zanzare. Nonostante il piccolo negozietto e la casa, la famiglia di &lt;i style=""&gt;Mama Tina &lt;/i&gt;non riesce a risparmiare il costo di una zanzariera per evitare alla piccola il rischio di contrarre la malaria in così giovane età. Una zanzariera costa cinque euro. Solo. Addirittura.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;In Uganda prendere un neonato in braccio significa ricevere della buona fortuna ed è quindi per questo che in cambio di questo gesto, i genitori si aspettano qualcosa in cambio. Oggi sono arrivata da Beth con una zanzariera. &lt;i style=""&gt;Mama Beth&lt;/i&gt; si è affacciata alla porta e mi ha portato la bimba in segno di ringraziamento. Solo allora ho potuto notare il colorito della bambina, chiaro, non certo malaticcio. La ragazza si è avvicinata timidamente chiedendomi se per caso avevo qualche vestito che non indossavo più. Era da un po’ di tempo che non riusciva a comprarsi qualcosa. Non c’è voluto molto a che Tina mi raccontasse la sua storia. Una storia che purtroppo non mi è nuova. Che ho ascoltato e riascoltato. No, non conosco il padre di Beth, ma conosco storie di ragazze come sua madre, talvolta troppo ingenue, talvolta troppo illuse, talvolta tradite, talvolta semplicemente incapaci di proteggersi con un preservativo. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Una volta ho sentito dire che i bianchi&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;che arrivano in Uganda non hanno l’aids. Quelli che sono positivi non ottengono il visto. Quindi, niente protezioni. Immagino le ghignate amare che si farà quello che ha messo in giro questa storia. Se non è già morto di AIDS nel frattempo. Benvenute quindi malattie e benvenuti bambini. Certo i bambini sono una benedizione. Poco importa pensare al loro futuro. Intanto arrivano, al dopo ci si penserà. E l’aids, se arriva, beh forse doveva succedere, no?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Tina ha appena compiuto diciotto anni. Era minorenne quando concepì Beth. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Beth crescerà senza conoscere suo padre. Ma forse la fortuna di avere una nonna come &lt;i style=""&gt;Mama Tina&lt;/i&gt; &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;le permetterà in futuro di andare a scuola e di essere curata se starà male. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;    &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="IT"&gt;Il padre di Beth non sa della sua esistenza. È tornato a casa. Tra i suoi ricordi, forse solo una notte brava nel quartiere a luci rosse. Senza protezioni. Senza conseguenze. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-683989491595813606?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/683989491595813606/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=683989491595813606&amp;isPopup=true' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/683989491595813606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/683989491595813606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2008/06/tre-generazioni.html' title='Tre generazioni.'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-374074293550237606</id><published>2008-01-07T21:41:00.000-08:00</published><updated>2008-01-07T22:09:54.288-08:00</updated><title type='text'>FLASH</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/R4MPEi8QwWI/AAAAAAAAAFc/zSCol5fy_q8/s1600-h/CIMG4305.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5152978969415434594" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/R4MPEi8QwWI/AAAAAAAAAFc/zSCol5fy_q8/s320/CIMG4305.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Kenya&lt;/strong&gt;. Cammino in una strada di città. Un pomeriggio caldo e polveroso. Poche parole. Un silenzio quasi opprimente. Poi la ragazza si ferma. Sento un dolore secco alla spalla. Mi volto anch’io. Vedo le loro facce un attimo prima della fuga. Poi le gambe corrono e le mani lasciano cadere dei sassi. Rimane solo un livido e una sensazione di smarrimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Uganda&lt;/strong&gt;. Rientro a casa dopo il lavoro. Cammino spedita per evitare il vicino che mi ferma sempre troppo a lungo. Passano due ragazzini. Mi salutano in Kiswahili. “Dev’essere proprio vero” -dicono- “che i bianchi arrivano sempre puntuali. Corrono sempre”. Mi fermo. Rido. Rallento e saluto il mio vicino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Kampala&lt;/strong&gt;. Manca poco alla riunione dei capi di stato. I cartelloni pubblicitari ci chiedono da mesi se siamo pronti. Il governo chiede a tutti di contribuire alla preparazione della città. Mentre passiamo ogni mattina per andare al lavoro vediamo delle donne con la schiena curva già al lavoro. Hanno una scopa di saggina senza manico tra le mani. Scopano la polvere sulle strade. Ogni mattina devono ricominciare da capo. Ma almeno hanno un lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Bunga&lt;/strong&gt;. Leggo un vecchio articolo del 2003. Una didascalia alla foto dice “New York dopo dodici ore senza elettricità. Il più grave blackout della storia del nordamerica ha lasciato senza luce 50 milioni di persone per un’intera giornata”. Sorrido. Mi alzo svogliatamente, appoggio la mia lampada ad olio e vado a scaldare un po’ d’acqua per lavarmi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Bunga&lt;/strong&gt;. Momenti di chiacchiere con la mia coinquilina. Le racconto di essermi dimenticata di svuotare la pattumiera per quattro giorni di seguito. In Italia non è molto. Sotto il sole africano è troppo. Lo spettacolo è rivoltante: centinaia di vermi bianchi e un odore da chiudere lo stomaco per giorni. Mi racconta che le è successo un episodio simile quando c’era la guerra civile. Era una bambina e davanti a lei c’era il corpo di un uomo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-374074293550237606?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/374074293550237606/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=374074293550237606&amp;isPopup=true' title='6 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/374074293550237606'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/374074293550237606'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2008/01/flash.html' title='FLASH'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/R4MPEi8QwWI/AAAAAAAAAFc/zSCol5fy_q8/s72-c/CIMG4305.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-6029238389649947001</id><published>2008-01-04T04:15:00.000-08:00</published><updated>2008-01-04T04:21:13.805-08:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La giornata di ieri in Kenya ha registrato un calo di violenza. Ma questo non ci fa stare piu' tranquilli: e' una fine o una pausa? la manifestazione organizzata dall'opposizione e' stata solo rimandata. Come sperare che sara' pacifica? Ci sono ancora soluzioni politiche alla crisi ora che c'e' chi parla di pulizia etnica?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La situazione in Uganda. Si parla di circa 5,400 persone che nonostante la chiusura delle frontiere sono arrivate in Uganda. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Come conseguenza alla chiusura delle frontiere, anche l'economia ugandese ne subisce le conseguenze: dopo aver visto il prezzo del petrolio quadruplicare, ora non si trova piu' un goccio di benzina. A causa della riduzione dei trasporti anche i prezzi dei beni stanno triplicando.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-6029238389649947001?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/6029238389649947001/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=6029238389649947001&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/6029238389649947001'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/6029238389649947001'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2008/01/la-giornata-di-ieri-in-kenya-ha.html' title=''/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-7792566139703480000</id><published>2008-01-02T22:24:00.000-08:00</published><updated>2008-01-02T22:28:06.796-08:00</updated><title type='text'>KENYA: VOTO E DEMOCRAZIA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/R3x_9y8QwVI/AAAAAAAAAFU/w4n1NyrdpeM/s1600-h/elezioni+kenya.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151132773428281682" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/R3x_9y8QwVI/AAAAAAAAAFU/w4n1NyrdpeM/s320/elezioni+kenya.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Sono partita dal Kenya il giorno delle elezioni presidenziali. Non sembrava essere il giorno più indicato per mettersi in viaggio. Gli eventi successivi invece hanno provato il contrario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se in Uganda il periodo natalizio era ancora impregnato di atmosfera Chogam, quello in Kenya era febbricitante di elezioni. Quelle del 27 dicembre 2007 sono state le seconde elezioni democratiche della storia del Kenya. Lungo la strada ho visto file infinite di persone che pazientemente facevano code di cinque, sei, dieci ore per poter contare sulla scelta del loro presidente. Altro che la cara vecchia Italia, dove ormai la democrazia sembra datata al punto che la voglia di votare si spegne anno dopo anno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno seguente la febbre del conteggio. Tutti incollati davanti alla televisione per vedere l’esito finale. Il principale oppositore del vecchio presidente sembra essere in testa, poi la rimonta, poi di nuovo lo stacco. Poi il silenzio sulle ultime schede elettorali. Quando ormai tutti credono al cambio di leadership, ecco il vero colpo di scena. Il vincitore non è l’opposizione. Il mandato del vecchio presidente è rinnovato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E l’inferno arriva in Kenya.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli stati confinanti si affrettano a chiudere le frontiere. Nessuno può più uscire né entrare. La terra dei Kikuyu, etnia del presidente, viene presa di mira e l’ingiustizia viene sfogata sulla gente che ha come unica colpa la propria appartenenza etnica. In pochi giorni i morti salgono a 300. 50 di questi sono stati bruciati vivi in una chiesa. Case distrutte, migliaia di persone costrette alla fuga. I candidati presidenziali si lanciano accuse a vicenda e accendono ancora di più la furia cieca della folla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La gente si è sentita tradita. Avevano raccontato loro che facendo tutte quelle ore di fila avrebbero potuto dire la loro. Avevano raccontato loro che potevano scegliere il loro presidente. Avevano promesso loro un’arma più potente delle armi che si chiama diritto di voto. Avevano detto loro che vivevano in uno stato democratico. E loro ci avevano creduto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(TO BE CONTINUED) &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-7792566139703480000?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/7792566139703480000/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=7792566139703480000&amp;isPopup=true' title='14 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/7792566139703480000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/7792566139703480000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2008/01/kenya-voto-e-democrazia.html' title='KENYA: VOTO E DEMOCRAZIA'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/R3x_9y8QwVI/AAAAAAAAAFU/w4n1NyrdpeM/s72-c/elezioni+kenya.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-5825137410027085574</id><published>2008-01-02T22:15:00.000-08:00</published><updated>2008-01-02T22:24:13.552-08:00</updated><title type='text'>KENYA: NATALE AFRICANO</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/R3x_Ui8QwUI/AAAAAAAAAFM/QqLUsWat-7k/s1600-h/natale.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5151132064758677826" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/R3x_Ui8QwUI/AAAAAAAAAFM/QqLUsWat-7k/s320/natale.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dire che questo è stato un Natale diverso sarebbe scontato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho trascorso il mio primo Natale lontana da casa, lontana dalla mia famiglia, dai miei amici e dalla mia confortante parrocchia di Mas Peron. Ho sempre cercato di combattere il materialismo con cui è stato coperto e sporcato il Natale. Ma non mi sono mai resa conto al contempo di quante cose componevano i 25 dicembre di mio ogni anno e di quanto questo momento fosse sempre stato per me ricco d’amore. Il freddo inverno di montagna, le canzoni, i colori, gli auguri, papà che taglia la legna, il calore della famiglia riunita intorno alla stufa, la mamma che minuziosamente prepara il presepe, la cena con gli amici di sempre, la messa con la mia comunità. Il Natale era ovunque, molto prima del fatidico giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dicembre in Uganda è caldo, la stagione secca è appena iniziata. Niente mi ricordava il Natale nelle settimane passate. Le luci colorate le ho viste solo impacchettate in un negozio, invendute. Le canzoni erano di festa, ma non di festa natalizia. Certo avevo bisogno di un Natale più spirituale, meno consumistico, più puro. Ma questo era troppo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono così partita per riprendermi il Natale. In Kenya.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sapevo dove cercarlo e fortunatamente non ho fatto molta strada (se undici ore di bus su un asfalto massacrato possano essere considerate poco…). Nella piccola comunità di Nakuru c’è una persona a me cara, un padre spirituale e un amico, e la sua famiglia di bambini che un tempo erano sulla strada. È bastato un istante e mi sono sentita a casa. Ho ritrovato i sorrisi, la sorpresa dei bambini che scartano i regali, le chiacchiere con gli amici, la cena in famiglia, la messa di mezzanotte, i canti di gioia per il bambino che nasce. Ho ritrovato il vero significato del Natale nel cuore dell’Africa a migliaia di kilometri di distanza dalla mia comunità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È stato un Natale in famiglia, è stato un Natale in comunità, è stato un Natale con Gesù.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In fondo…è stato un Natale come tutti gli altri!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. La foto è stata scattata durante il mio viaggio in autobus. E sì, in Kenya ci sono anche foreste di abeti! E la polvere sulla strada era talmente tanta che le piante erano completamente grigie-effetto neve! Alla fine non mi sono fatta mancare proprio nulla: ho avuto persino centinaia di alberi di Natale. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-5825137410027085574?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/5825137410027085574/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=5825137410027085574&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/5825137410027085574'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/5825137410027085574'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2008/01/kenya-natale-africano.html' title='KENYA: NATALE AFRICANO'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/R3x_Ui8QwUI/AAAAAAAAAFM/QqLUsWat-7k/s72-c/natale.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-2170803247124386078</id><published>2007-12-18T04:17:00.000-08:00</published><updated>2007-12-18T04:20:19.863-08:00</updated><title type='text'>Non mangiare scimmie morte!</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/R2e6lS8QwSI/AAAAAAAAAE8/v2Zqd8t-U5g/s1600-h/DSC_0655.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5145286249196601634" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/R2e6lS8QwSI/AAAAAAAAAE8/v2Zqd8t-U5g/s320/DSC_0655.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Tra le particolarità dell’Uganda c’è la cordialità della gente. La gente ti saluta per strada, si ferma volentieri a scambiare due chiacchiere, o semplicemente ti allunga la mano per una stretta. Ma non in questi giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni le mani devono restare pulite. Ho iniziato a vedere comparire i primi guanti bianchi nelle banche, poi piano piano in alcuni negozi e sportelli pubblici. Poi sono iniziati gli ammonimenti: non prendere mezzi pubblici, evita i luoghi affollati, lavati le mani con la candeggina quando entri in contatto con altre persone. Ad un meeting una persona si è rifiutata di stringermi la mano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ebola è tornata in Uganda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si pensava che la zona di contaminazione fosse circoscritta all’ormai tristemente celebre città di Bundibugyo, nell’ovest del paese. Poi i campanelli d’allarme hanno iniziato a suonare anche a Kampala. E la gente ha cominciato ad evitare le strette di mano.  (Per onor di cronaca, una settimana fa è stato dichiarato che i casi sospetti a Kampala sono risultati negativi). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;In tutto questo alcuni ammonimenti ci hanno permesso anche di sdrammatizzare. Un giornale raccomandava ai suoi cauti e attenti lettori di non mangiare durante i funerali e soprattutto di non mangiare scimmie morte!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi necrofili e scimmiofili, uomo avvisato, mezzo salvato. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-2170803247124386078?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/2170803247124386078/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=2170803247124386078&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/2170803247124386078'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/2170803247124386078'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/12/non-mangiare-scimmie-morte.html' title='Non mangiare scimmie morte!'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/R2e6lS8QwSI/AAAAAAAAAE8/v2Zqd8t-U5g/s72-c/DSC_0655.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-5042793479735632147</id><published>2007-12-18T04:15:00.000-08:00</published><updated>2007-12-18T04:17:24.134-08:00</updated><title type='text'>STORIE</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/R2e6IC8QwRI/AAAAAAAAAE0/flfVTWPGxnA/s1600-h/persone.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5145285746685427986" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/R2e6IC8QwRI/AAAAAAAAAE0/flfVTWPGxnA/s320/persone.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un anno in Africa. Un breve periodo, un lungo cammino allo stesso tempo. A poco a poco, e non senza difficoltà, ho costruito un nuovo equilibrio in cui vivere, fatto di abitudini, piccoli riti, soprattutto persone. Ed ogni giorno ascolto storie, imparo dalle esperienze altrui, ricevo consigli, accolgo sfoghi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;M. è venuto a trovarmi quando sono tornata dall’Italia. Non lo vedevo da un mese. Aveva suo figlio in braccio, era ingrassato e sereno, sembrava un’altra persona. L’ho conosciuto in un momento per lui molto difficile. Avere l’Aids e un figlio di pochi mesi è come avere tra le braccia morte e vita al contempo. Ho ammirato M. per la sua capacità di ricostruirsi in momenti tanto difficili. Senza lavoro e con una famiglia da mantenere ha saputo recuperare le sue forze e lottare per riottenere un lavoro. M. ha poco ora, ma ha il sorriso, è felice dei progressi che sta facendo. Chi ha toccato il fondo sa come gioire per ogni piccola gioia della vita e sa tornare a vivere per quelle grandi: suo figlio è sano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L. è piccina, due anni e qualche mese. Non sorride. Non ha ancora imparato a farlo. È nata prematura. È stata abbandonata nella spazzatura. Vive in un orfanotrofio. È sorda. Eppure è nata curiosa. Molto determinata. Non si lascia sorpassare dai compagni più grandi. Sa come farsi capire e rispettare. Non esce mai da quelle quattro mura tranne quando la porto a qualche visita medica. L. è la mia debolezza. Vorrei insegnarle a sorridere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P. è una ragazza bellissima e dolce. La vita fin’ora non è stata molto generosa con lei. Ha dovuto lasciare affetti, è stata abbandonata e denigrata. È una donna matura nella sua giovane età. Ha una visione della vita chiara e sa dove vuole arrivare. Non lo fa per se stessa, ma per la sua fonte di dolcezza: suo figlio. Ha ancora un anno per trovare un buon lavoro che permetta al piccolo di accedere all’istruzione. Mandare un figlio a scuola è un grosso investimento di soldi e di sacrifici. La speranza impagabile è che il ciclo di povertà si spezzi con la generazione successiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C. è una bimba molto sveglia. L’ho conosciuta quando abbiamo aperto la scuola di alfabetizzazione in una baraccopoli. Tra tutti i bambini presenti, quello di C. è il primo nome che ho imparato. Era lei a rispondere per prima alle domande della maestra. È stata tra i primi ad imparare tutti i numeri fino al novanta. Era tra i pochi a non addormentarsi mai e a ridere sempre. È una bambina molto intelligente. C. è rimasta orfana di entrambi i genitori e vive con la nonna. La nonna non le fa mancare cibo e vestitini puliti, ma non ha mai potuto mandarla a scuola. Questa scuola nello slum è forse la sua unica opportunità di imparare a leggere e a scrivere. Ed è determinata a sfruttare quest’occasione fino in fondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sto collezionando queste storie dentro di me, perché trasmettono forza e speranza. Accanto a queste ce ne sono molte altre senza sorriso. Talvolta basta così poco per permettere ad una persona di ritrovare la propria dignità. Quel poco che per troppi è come vincere alla lotteria. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-5042793479735632147?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/5042793479735632147/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=5042793479735632147&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/5042793479735632147'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/5042793479735632147'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/12/storie.html' title='STORIE'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/R2e6IC8QwRI/AAAAAAAAAE0/flfVTWPGxnA/s72-c/persone.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-1699887664005976532</id><published>2007-12-18T04:10:00.000-08:00</published><updated>2007-12-18T04:14:59.801-08:00</updated><title type='text'>Aiuto affoghiamo. Ci vedi?</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/R2e5OC8QwQI/AAAAAAAAAEs/rVQV0pMz4LY/s1600-h/alluvione.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5145284750253015298" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/R2e5OC8QwQI/AAAAAAAAAEs/rVQV0pMz4LY/s320/alluvione.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Buongiorno a tutti, lo so, sono stata parecchio assente dal mio blog. Ma eccomi qui ad aggiornarvi su un evento datato di quattro mesi. Che news penserete. Eppure per molti di voi questa notizia suonerà come completamente nuova. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Nonostante sia durata mesi e nonostante l’emergenza sia appena finita, molte persone non hanno mai saputo che una parte dell’Africa era stata colpita da disastrosa alluvione. Quand’ero in Italia, a settembre, non ho ascoltato ne' letto notizia su ciò che stava accadendo. Nessuno ne parlava. Eppure ha colpito 15 paesi in Africa, in alcune zone con effetti devastanti.  1,5 milioni di persone sono rimaste senza casa, 300 morti, strade inaccessibili, ponti distrutti dalla violenza delle acque. E milioni di persone non hanno più un tetto, né un raccolto, né dell’acqua non contaminata da bere. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;È una tragedia, l’ennesima. Ma nessuno ne parla. E' l’ennesima tragedia africana, non fa più notizia. E per l’ennesima volta la gente qui dovrà ricostruire, piantare ancora, e se non ce la farà morirà di fame o di malaria o di colera. Ma in africa muoiono in tanti. Perché parlarne ancora?&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-1699887664005976532?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/1699887664005976532/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=1699887664005976532&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/1699887664005976532'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/1699887664005976532'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/12/aiuto-affoghiamo-ci-vedi.html' title='Aiuto affoghiamo. Ci vedi?'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/R2e5OC8QwQI/AAAAAAAAAEs/rVQV0pMz4LY/s72-c/alluvione.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-1838384252581906935</id><published>2007-08-31T09:46:00.000-07:00</published><updated>2007-08-31T09:52:54.354-07:00</updated><title type='text'>LAVORI IN CORSO</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RthHKzGaCOI/AAAAAAAAAEQ/W-GVUPhCR9k/s1600-h/sep2+06+010.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5104908428465801442" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RthHKzGaCOI/AAAAAAAAAEQ/W-GVUPhCR9k/s320/sep2+06+010.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Come stai, tutto bene? Tutto ok, tutto ok. O meglio,…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non tutto, ma ci si adatta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni giorno che passa porta delle cose da fare in più. Non c’è nulla che vada avanti da solo. Tutto è da controllare, dalle ricevute ai restauri, dai progetti all’ostello, dai collaboratori agli ospiti. Mi sono ritrovata a fare dei lavori e a ricoprire dei ruoli che mai avrei pensato di fare e che senza particolari circostanze forse non avrei nemmeno cercato. Seguire dei lavori di restauro e dire agli operai dove hanno sbagliato, redigere e firmare contratti, indire colloqui e scegliere nuovi dipendenti, licenziare un guardiano che non fa la guardia e sentirti chiedere una lettera di referenze. Questo anche fa parte del mio lavoro. Dall’accettare le apparenti contraddizioni di uno stile di vita completamente differente dal tuo, al tenere il sedere incollato per giorni su una scrivania per far tornare i conti, al rotolarsi con i bimbi nella polvere. Che ve lo immaginiate o no questo è un lavoro come tanti, con una scrivania vera, un computer moderno, delle responsabilità cui far fronte e dei bilanci da far quadrare. Con in più il corollario di particolarità che vivere in un altro continente comporta.&lt;br /&gt;Fin’ora vi ho sempre parlato dell’incanto del mio lavoro. È ancora tale, ma non c’è solo quello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come sto? Lavori in corso...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-1838384252581906935?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/1838384252581906935/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=1838384252581906935&amp;isPopup=true' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/1838384252581906935'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/1838384252581906935'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/08/lavori-in-corso.html' title='LAVORI IN CORSO'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RthHKzGaCOI/AAAAAAAAAEQ/W-GVUPhCR9k/s72-c/sep2+06+010.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-5752357301885620538</id><published>2007-08-31T09:45:00.000-07:00</published><updated>2007-08-31T23:13:44.165-07:00</updated><title type='text'>COUCHEMARS ET EDEN</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RthLPzGaCPI/AAAAAAAAAEY/oiaHBy0Rr9I/s1600-h/CIMG3162.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5104912912411658482" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RthLPzGaCPI/AAAAAAAAAEY/oiaHBy0Rr9I/s320/CIMG3162.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Chers amis, une petite note pour mes copains de master.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;On se souvient tous du super exposé sur le "cauchemar de Darwin" de nos chers collègues. Hélas, maintenant je vive à un kilomètre du lac Victoria et je mange tous les jours cet énorme poisson protagoniste du cercle vicieux dont on parle. Le cauchemar du Lac Victoria. La tilapia (le grand poisson) qui se fait le safari au nord du monde…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La première fois que j’ai vu le lac, en arrivant à Entebbe de l’Italie, j’étais tellement émotionné, comme si je venais de connaître une star internationale. A fur et à mesure ce lac est devenu familial pour moi, partie de mon scénario. Il fait partie de ma vie ici et je ne peux pas m’empêcher d’en étudier sa vie. J’adore ses rives qui parfois semblent être celles transparentes de la mer et d’autre fois elles se révèlent dangereuses et cruelles. J’adore sa nature, forte et abondante. J’adore ses petits bateaux, colorés et vitales. J’adore l’Afrique qu’elle porte en sois.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Récemment j’ai eu l’occasion de connaître la vie d’un village de pécheurs situé dans le milieu du lac, aux Seese Islands. J’ai partagé leur tranquillité de vie pour quelque jour et je dois avouer que je craignais de rompre un équilibre parfait avec ma seule présence et mes quelques monnaies. Heureusement le cauchemar n’a pas touché toutes les rives du lac, heureusement des villages de pécheurs vivent encore avec leurs rythmes et leurs équilibres.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Ouganda est un pays multiple, avec ses problèmes et ses grâces, ces épines et ses plaisirs. Pour moi c’est une école de vie quotidienne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vous voyez, l’exposé est encore en cour d’élaboration ! &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-5752357301885620538?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/5752357301885620538/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=5752357301885620538&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/5752357301885620538'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/5752357301885620538'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/08/couchemars-et-eden.html' title='COUCHEMARS ET EDEN'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RthLPzGaCPI/AAAAAAAAAEY/oiaHBy0Rr9I/s72-c/CIMG3162.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-8989044743124326579</id><published>2007-08-31T09:42:00.000-07:00</published><updated>2007-08-31T23:24:05.168-07:00</updated><title type='text'>VIVERE DA MUZUNGU</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RthFbTGaCNI/AAAAAAAAAEI/3yEjZlwvIEs/s1600-h/sbarre.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5104906512910387410" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RthFbTGaCNI/AAAAAAAAAEI/3yEjZlwvIEs/s320/sbarre.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;E per chi mi immagina ancora tutta sacrificata a vivere in una capanna con tanti bimbi che mi piangono intorno, bidibi bodibi bù! Rompo l’incantesimo: vivo in una bella casa, in un bel letto, con la doccia calda (quando c’e’ acqua e anche corrente, ha ha!) e i bambini dei miei progetti sorridono!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uauuuu… ma allora dove va a finire l’illusione del cooperante eroe?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Beh, il fatto è che le difficoltà ci sono, ma non sono quelle che comunemente ci immaginiamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è facile con le malattie. Non è facile quando dopo tre mesi di dissenteria ti dicono che ancora non sanno cos’hai, o quando scopri che una persona puo’ ancora morire di malaria, o quando parlano di un nuovo virus simile all’ebola che si sta diffondendo, o quando ti svegli con dieci punture e ti chiedi se si doppano anche le zanzare, o quando ad una persona vendono le medicine per il tifo e poi si scopre che il tifo proprio non ce l’ha. La prima caratteristica di un musungu (uomo bianco, ricordate?) è che è più deboluccio e certi anticorpi madre-natura si e' scordata di inniettarli. Quindi inutile fare gli indiana Jones, i finti camaleonti che vorrebbero vivere in mezzo allo slum avranno vita breve (pur ammettendo che è esistita un’eccezione…).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo: non è facile vivere con questo ridicolo colore della pelle (che in più dicono puzzi da morto..). Non parlo di estetica, ma di pugno nell’occhio: non c’e’ parte d’Uganda in cui questo colore pallidiccio non balzi all’occhio, l’attenzione non si desti e che la parola “musunguuuuuuuuu” non ti cominci a venir appiccicata lungo il passaggio come un cartello stradale. All’inizio è simpatico, è un segno di cordialità e di accoglienza (per i fortunati musunghi la discriminazione è positiva)… ma dopo qualche mese preferiresti essere trasparente. Il prossimo razzista che becco in Italia, lo prendo e lo porto qui, inizio a chiamarlo musungu anch’io, così gli faccio vedere quanto gratificante sia essere giudicati dal colore della propria pelliccia!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terzo: non è facile per l'insicurezza fisica. Quando puoi essere aggredito per pochi spicci, quando c’è una manifestazione ambientale ed il risultato sono quattro vittime, quando non si può parlare di tutto, quando vai in Kmj in macchina e viaggi di notte perché di giorno possono attaccarti, quando ogni persona che fa da custode ha un pistolone che non sa nemmeno usare, quando la gente finge di essere ubriaca e ti mette le mani addosso, quando non sei libero di andare ovunque, quando ti dicono che i pericoli sono nascosti ma ci sono e tu ti senti seduto su una polveriera pronta ad esplodere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quarto, quinto, sesto e fratelli ve li risparmio. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-8989044743124326579?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/8989044743124326579/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=8989044743124326579&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/8989044743124326579'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/8989044743124326579'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/08/vivere-da-muzungu.html' title='VIVERE DA MUZUNGU'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RthFbTGaCNI/AAAAAAAAAEI/3yEjZlwvIEs/s72-c/sbarre.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-9218032414732625233</id><published>2007-07-17T22:46:00.000-07:00</published><updated>2007-07-18T09:59:23.248-07:00</updated><title type='text'>UNA RAGIONE D’ESSERE</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/Rp5GwL2RviI/AAAAAAAAAD4/U9BehLeFH-I/s1600-h/CIMG2333.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5088582422603349538" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/Rp5GwL2RviI/AAAAAAAAAD4/U9BehLeFH-I/s320/CIMG2333.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/Rp2sPr2RvfI/AAAAAAAAADg/W0Sh_oo6Mjo/s1600-h/CIMG2333.JPG"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non è semplice poter esprimere ciò che l’Africa incide ogni giorno nel mio cuore e nella mia testa.&lt;br /&gt;Ho deciso per questo di non essere io a parlare questa volta, ma di riprendere alcune frasi delle due donne nicaraguensi raccontate da Gioconda Belli, e di dare a queste un ordine mio, affinchè mi potessero appartenere un po’. Affinchè potessero parlare a voi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal romanzo di Gioconda Belli, “La donna abitata” (1988).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“Mi piacerebbe crearmi l’illusione di non avere niente di cui preoccuparmi, con un lavoro normale e una vita sicura, che arriverò ad essere un vecchio circondato di nipoti…. Ma poi uno esce per strada, si guarda intorno e sa che sarebbe possibile solo se non avesse sentimenti. Credo che nessuno con un minimo di umanità possa godersi un banchetto con centinaia di bambini affamati che gli mendicano intorno. La gente che lo fa si è convinta che non si può far niente, considera naturale che vi siano bambini affamati. Accettano questo tipo di violenza e non possono capire (…) che noi non la consideriamo naturale.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Credo che il solo fatto di esistere implichi una certa responsabilità verso il futuro, verso ciò che esisterà dopo di noi. (…) Dovremo essere capaci di trasformare il mondo che ci circonda, in modo che tutti possano vivere dignitosamente.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Era terribile, armata solo di buone intenzioni, cercare una collocazione in quel mondo diviso in modo così arbitrario. Avere privilegi in un mondo di ingiustizia, sentirsi marchiata dalla ricchezza come da un ferro che la separava dai padroni delle mani e dei piedi rozzi.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ti preoccupi troppo di essere accettata o dell’identità. Ognuno di noi si assume delle responsabilità fino alla fine dei propri giorni. Ma costruisce anche. Il terreno è quello che ti danno alla nascita, ma la costruzione è una tua responsabilità. Non ti preoccupare. Impegnati piuttosto a dare il massimo di te stessa. L’approvazione verrà a poco a poco. L’importante è essere onesti con se stessi. Questo è quello che gli altri imparano a rispettare.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Chiuse gli occhi, provò un attacco d’angoscia. Avrebbe voluto piangere perché si sentiva tanto sola, tanto sperduta in quella terra di nessuno, perché non era una cosa né l’altra, perché non era nient’altro che un desiderio, una volontà, un ardore astratto che la riempiva di certezza, la certezza che, nel suo campo magnetico, l’ago puntava definitivamente verso il nord. Verso lì lei avanzava, inciampando, rimanendo a poco a poco nuda, spinta da una misteriosa, insolita forza.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“L’interessante era essere riuscita a vedere tutto quello con una nuova capacità di osservazione dovuta al fatto che ora il tempo procedeva in armonia con la sua vita, perché aveva di fronte a sé un progetto per i giorni futuri e credeva che le cose avessero un senso, una ragione d’essere.”&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-9218032414732625233?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/9218032414732625233/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=9218032414732625233&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/9218032414732625233'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/9218032414732625233'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/07/una-ragione-dessere.html' title='UNA RAGIONE D’ESSERE'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/Rp5GwL2RviI/AAAAAAAAAD4/U9BehLeFH-I/s72-c/CIMG2333.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-6915740756440868885</id><published>2007-07-17T22:45:00.000-07:00</published><updated>2007-08-31T10:11:57.218-07:00</updated><title type='text'>ATTESA</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;La voce è nitida e familiare.&lt;br /&gt;Un ventre ti culla&lt;br /&gt;Già la conosci.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-6915740756440868885?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/6915740756440868885/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=6915740756440868885&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/6915740756440868885'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/6915740756440868885'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/07/per-sara.html' title='ATTESA'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-9161162445545462653</id><published>2007-07-03T09:48:00.000-07:00</published><updated>2007-07-04T08:26:33.622-07:00</updated><title type='text'>IL LENTO RITORNO A CASA</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/Rop-J0pdLxI/AAAAAAAAADY/JQDes_l8X-E/s1600-h/il+lento+ritorno+a+casa.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5083013836657471250" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/Rop-J0pdLxI/AAAAAAAAADY/JQDes_l8X-E/s320/il+lento+ritorno+a+casa.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cari italo interessati,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un aggiornamento sulla situazione Nord Uganda. I negoziati di pace continuano, il cessate il fuoco e’ stato rinnovato e le agenzie UN e le ONG stanno organizzando il ritorno dei rifugiati interni nei loro villaggi d'origine. Nonostante pero’ il miglioramento della sicurezza nella zona, l’abbandono dei campi ha riguardato solamente un terzo delle persone presenti. Alcuni di loro aspettano che la situazione si stabilizzi ulteriormente, altri non sanno dove tornare, altri ancora dopo anni di guerra civile si trovano in pericolo per una nuova minaccia, gli attacchi dall’est, dal Karamoja.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono ben un milione le persone che restano nei 120 campi profughi attualmente rimanenti, 395,000 quelle che si sono spostate in nuovi villaggi o in zone di transito, 460,000 coloro che sono ritornati alla loro terra d’origine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante i progressivi miglioramenti della situazione, i donors internazionali devono pero’ ben guardarsi dall’abbassare la guardia. Purtroppo troppo spesso gli aiuti internazionali sono direzionati verso paesi dove gli interessi luccicano, dove le alleanze contano di piu’, dove la situazione fa piu’ audience. Il nord Uganda sta uscendo da anni di guerra civile, ma parte del suo corpo e’ ancora malato e proprio ora sta entrando nella fase piu’ critica. La sicurezza non e’ l’unica urgenza da risolvere. Ora c’e’ da ricostruire, ora c’e’ da coltivare, ora la gente deve tornare e ricominciare tutto, ora gli aiuti iniziano a diminuire. Ma come puo’ la gente ritornare in posti dove non ci sono scuole, ne’ strutture sanitarie, ne’ bagni, ne’ pozzi,... Come ritornare dove manca tutto? Nei campi c’era la scuola, le strutture sanitarie, le distribuzioni di cibo, l’acqua pulita. Nei campi si e’ ricostituita una struttura sociale. Alcuni bambini non sanno nemmeno come sia fatta la loro terra d’origine, per molti di loro il campo e’ tutto cio’ che abbiano mai conosciuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si presenta una nuova sfida per gli attori internazionali, per il Governo e per la popolazione ugandese. La ricostruzione delle scuole, la ricostruzione delle strutture sanitarie, la ricostruzione dei villaggi, la ricostruzione del tessuto sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La costruzione della normalita’.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-9161162445545462653?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/9161162445545462653/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=9161162445545462653&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/9161162445545462653'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/9161162445545462653'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/07/il-lento-ritorno-casa.html' title='IL LENTO RITORNO A CASA'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/Rop-J0pdLxI/AAAAAAAAADY/JQDes_l8X-E/s72-c/il+lento+ritorno+a+casa.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-7067402112355113370</id><published>2007-07-03T09:43:00.000-07:00</published><updated>2007-08-16T07:49:42.189-07:00</updated><title type='text'>SHAKERARE IL CAFFE'</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RsRfzzGaCMI/AAAAAAAAAEA/X9c4_4ypLsY/s1600-h/agaciuf.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5099306021585291458" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RsRfzzGaCMI/AAAAAAAAAEA/X9c4_4ypLsY/s320/agaciuf.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Quando una vacanza si trasforma in un'esperienza di vita, quando aiutare vuol dire conoscere, quando scoprire diventa imparare. Cosi' si compie il vero viaggio. Dentro il mondo e dentro se stessi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ed al ritorno lo sguardo cambia. Tutto e' filtrato attraverso la lente dell'esperienza. Cosi' si compie il viaggio completo. Quello che dal mondo entra dentro di noi e da noi esce nel mondo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Qualcosa e' cambiato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Buon ritorno Luca e Ila.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-7067402112355113370?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/7067402112355113370/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=7067402112355113370&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/7067402112355113370'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/7067402112355113370'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/07/la-favola-continua.html' title='SHAKERARE IL CAFFE&apos;'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RsRfzzGaCMI/AAAAAAAAAEA/X9c4_4ypLsY/s72-c/agaciuf.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-9189244648059108290</id><published>2007-07-03T09:37:00.000-07:00</published><updated>2007-07-04T09:12:24.328-07:00</updated><title type='text'>IMMAGINI D'UGANDA.</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/Rop8g0pdLvI/AAAAAAAAADI/bl72n6-t__o/s1600-h/uccelli.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5083012032771206898" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/Rop8g0pdLvI/AAAAAAAAADI/bl72n6-t__o/s320/uccelli.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cari ornitologi di tutta Italia,&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ecco a voi un'immagine d'Uganda dal magnifico parco Queen Elisabeth. Nonostante le modeste dimensioni del suo territorio, l’Uganda accoglie piu’ di 1000 specie di uccelli, tra cui 100 specie endemiche dell’Africa occidentale. Grazie alla diversita’ dei suoi paesaggi, dalla foresta equatoriale all’arida savana, dalle paludi alle montagne, dai laghi ai vulcani, ai laghi vulcanici, l’Uganda e’ considerata a ragione un paradiso ornitologico, con la maggior percentuale di uccelli per metro quadro di tutta l’Africa. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-9189244648059108290?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/9189244648059108290/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=9189244648059108290&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/9189244648059108290'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/9189244648059108290'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/07/immagini-duganda.html' title='IMMAGINI D&apos;UGANDA.'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/Rop8g0pdLvI/AAAAAAAAADI/bl72n6-t__o/s72-c/uccelli.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-2584917627182799644</id><published>2007-07-03T09:33:00.000-07:00</published><updated>2007-07-03T09:35:49.528-07:00</updated><title type='text'>IMMAGINI D'UGANDA. I giardini di the'.</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/Rop6xUpdLuI/AAAAAAAAADA/5Qcn0I_olDI/s1600-h/la+via+del+the.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5083010117215792866" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/Rop6xUpdLuI/AAAAAAAAADA/5Qcn0I_olDI/s320/la+via+del+the.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-2584917627182799644?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/2584917627182799644/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=2584917627182799644&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/2584917627182799644'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/2584917627182799644'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/07/immagini-duganda-i-giardini-di.html' title='IMMAGINI D&apos;UGANDA. I giardini di the&apos;.'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/Rop6xUpdLuI/AAAAAAAAADA/5Qcn0I_olDI/s72-c/la+via+del+the.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-2395725005169236103</id><published>2007-07-02T08:47:00.000-07:00</published><updated>2007-07-02T22:30:41.189-07:00</updated><title type='text'>P.I.R.A.M.A.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Cari amici,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;una piccola nota di quelle mie, sentimentali e nostalgiche. Questo post vuole riportare alla luce il ricordo che piu’ di ogni altro mi ha accompagnato fino a qui, in Africa, un ricordo che ha messo radici in tutti i posti in cui sono stata, che mi ha motivata ed incoraggiata e che mi fa capire tuttora perche’ faccio quello che faccio. Questo ricordo e’ un piccolo fiore del mio vissuto, che ha seminato il suo polline attraverso le mie mani. Questo ricordo e’ un Pollicino moderno che ha lasciato delle briciole nella mia strada per ricordarmi da dove sono arrivata e da dove tutto e’ partito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo ricordo si chiama Pirama. Non Filippine, ne’ concerto di beneficenza, ne' volontariato, ne’ Asia. Pirama e’ il nome di una famiglia, quella che e’ diventata anche la mia famiglia: Pao Pao, Ike’, Rocelle, Almar, Melanie, Abigail. Li ricordo qui a distanza di anni, per ringraziarli per quel che hanno fatto per me, per ricordarli a quelli che hanno aiutato loro. Lo ricordo qui soprattutto per ringraziare la persona che ha fatto nascere questo piccolo fiore, o come preferirebbe essere definito lui, ringrazio lo strumento che ha permesso tutto cio’. Questa persona lo sta rifacendo, sta seminando nuovamente un fiore in un altro paese, sta costruendo una nuova famiglia per chi pensava che fosse suo destino non averla. La sua esperienza insegnerebbe molto a tutti voi, cosi’ come ha insegnato moltissimo a me. Ma non spetta a me raccontare questa storia. Io posso essere solo lo strumento per non dimenticarsi di lui, di tutte le famiglie che ha fatto crescere e di tutte quelle che devono ancora nascere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiedo scusa per chi non capira’ un acca di questo post. Per tutti quelli che invece fanno parte di questo ricordo, vorrei dire:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Welcome to the Family! ...Again...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-2395725005169236103?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/2395725005169236103/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=2395725005169236103&amp;isPopup=true' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/2395725005169236103'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/2395725005169236103'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/07/cari-amici-una-piccola-nota-di-quelle.html' title='P.I.R.A.M.A.'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-2810359169872957948</id><published>2007-06-12T22:07:00.000-07:00</published><updated>2007-06-13T09:16:20.579-07:00</updated><title type='text'>TURISMO A KAMPALA (II ATTO): re e antilopi…</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RnAYPdkAqkI/AAAAAAAAACo/E_WmdhvPjeE/s1600-h/IMGP1969.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5075583433959320130" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RnAYPdkAqkI/AAAAAAAAACo/E_WmdhvPjeE/s320/IMGP1969.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cari Owino sopravvissuti,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ora che siete usciti indenni dalla giungla contrattuale e che avete pagato una t-shirt cinque volte il suo valore, siete pronti per iniziare la visita della capitale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Iniziamo nuovamente con un po’ di glossario: il nome di Kampala deriva dal luganda Kasozi ka Impala, o “collina delle antilopi”, chiamata così da un esploratore britannico, Captain Fredrick Lord Lugard, per la ragione che nel diciannovesimo secolo i re baganda allevavano “impala” sulla collina vicina al Mengo Palace (Palazzo del Re).&lt;br /&gt;Come la nostra Roma, Kampala fu originariamente costruita su sette colli, circondati da fiumi e vallate: Lubaga, Namirembe (Mengo), Makerere, Kololo, Kibuli, Kampala e Mulago. Oggi, un altro colle è diventato di fondamentale importanza: il Nakasero hill, il centro economico e politico della capitale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni colle della città, alto in media 1200 mt, è oggi caratterizzato da una specifica funzionalità:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Lubaga&lt;/strong&gt;: centro della religione cattolica (White Fathers). &lt;strong&gt;Namirembe&lt;/strong&gt;: centro della religione protestante (British church Missionary Society). &lt;strong&gt;Kibuli&lt;/strong&gt;: centro della religione musulmana. &lt;strong&gt;Nakasero&lt;/strong&gt;: centro amministrativo ed economico. &lt;strong&gt;Kololo&lt;/strong&gt;: area residenziale per i funzionari governativi e non. &lt;strong&gt;Makerere&lt;/strong&gt;: campus universitario. &lt;strong&gt;Mulago&lt;/strong&gt;: centro medico. &lt;strong&gt;Mengo&lt;/strong&gt;: capitale del Regno Buganda. &lt;strong&gt;Kampala hill&lt;/strong&gt;: è rimasta un centro amministrativo minore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcune cose da vedere saltando di colle in colle:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nakasero hill&lt;/strong&gt;. Il centro è diviso in due dalla trafficatissima Kampala road. Nella parte sud vi è l’affollata vita dei mercati (ndr Owino) e dei negozietti popolari, dei mille ristorantini e commerci posticci, lo stadio e i vari parcheggi (old e new taxipark, bus park), la stazione dei treni. A nord di Kampala road invece sorgono uffici, edifici ministeriali (Parliament Building), National theatre e gli alberghi da mille e una notte (Sheraton, Speke, Imperial).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nabulagala road&lt;/strong&gt;. Kasubi tombs = tombe reali del Regno Buganda. Capanne circolari col tetto in paglia. Nelle piu’ grandi ci sono le tombe dei Kabakas, i re precedenti, in quelle piu’ piccole vi sono le vedove dei re. All’interno potrete anche giocare ad un caratteristico gioco da tavolo, il mweso. Dicono che chi batte il re in questo gioco, potra’ ricevere un pezzo di terra in compenso. Sara’ vero?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Mengo hill&lt;/strong&gt;. Sede del palazzo reale. Se non siete amici del re, non penso potrete rendere visita alle sue stanze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;I luoghi di culto&lt;/strong&gt;. La cattedrale cattolica, la moschea, il tempio Bahai, la Chiesa dei martiri ugandesi, la chiesa anglicana di tutti santi, ce n’e’ per tutte le confessioni e per tutti i gusti architettonici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;...RIPOSATE I PIEDI E GLI OCCHI PERCHE' IL VIAGGIO CONTINUA...&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;PS Foto = un’altra trafugata a Luca :-)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-2810359169872957948?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/2810359169872957948/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=2810359169872957948&amp;isPopup=true' title='4 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/2810359169872957948'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/2810359169872957948'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/06/turismo-kampala-ii-atto-re-e-antilopi.html' title='TURISMO A KAMPALA (II ATTO): re e antilopi…'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RnAYPdkAqkI/AAAAAAAAACo/E_WmdhvPjeE/s72-c/IMGP1969.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-1629238988542133979</id><published>2007-06-12T22:00:00.000-07:00</published><updated>2007-07-02T08:32:42.369-07:00</updated><title type='text'>COMUNICAZIONE IMPORTANTE. AVIS IMPORTANT</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;DA UNA SETTIMANA IL MIO ACCOUNT YAHOO E’ BLOCCATO. PER FAVORE, INVIATE LE VOSTRE MAIL A: &lt;a href="mailto:erikadebona@gmail.com"&gt;erikadebona@gmail.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’EST PLUS D’UNE SEMAINE QUE JE N’ARRIVE PAS À OUVRIR MON COURRIER ELECTRONIQUE YAHOO. SVP ENVOYEZ VOS MAILS A : &lt;a href="mailto:erikadebona@gmail.com"&gt;erikadebona@gmail.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-1629238988542133979?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/1629238988542133979/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=1629238988542133979&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/1629238988542133979'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/1629238988542133979'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/06/comunicazione-importante-avis-important.html' title='COMUNICAZIONE IMPORTANTE. AVIS IMPORTANT'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-1109769264485428202</id><published>2007-06-11T22:52:00.001-07:00</published><updated>2007-06-12T22:06:19.038-07:00</updated><title type='text'>TURISMO A KAMPALA (ATTO I): taxi e mercati</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/Rm50EtkAqjI/AAAAAAAAACg/bKF86SNb4AI/s1600-h/Kampala+taxi+park+04.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5075121454392060466" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/Rm50EtkAqjI/AAAAAAAAACg/bKF86SNb4AI/s320/Kampala+taxi+park+04.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cari diurno-curiosi,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco la contropuntata per quelli che il giorno…, quelli che si svegliano con il gallo che canta e che dormono con la minestrina in brodo, quelli che il mattino ha l’oro in bocca e che la notte è fatta per dormire, quelli chi non lavora non fa l’amore e che chi dorme non piglia pesci, quelli che mangiano uova e bakon per colazione e che si addormentano col telegiornale di Emilio Fede (mannnagggia a voi!). Ecco per voi, solo per voi, le chicche del giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giorno inizia presto per molti a Kampala. I carichi iniziano ad essere accumulati, i matatu iniziano a rombare, i boda boda a scalpitare. Le piastre da chapati vengono accese per gli stomaci che dovranno affrontare una lunga giornata. Le prime cassave vengono arrostite per le colazioni delle scolaresche. E il turista si sveglia e comincia a correre…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due modi di partire a seconda delle tasche del turista:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Turista ricco&lt;/em&gt;: avrai probabilmente alloggiato in uno degli splendidi e lussuosissimi alberghi del centro e perciò avrai già visto ciò che Kampala può offrire per i gusti più altolocati (caro turista povero, ammira i tre grandi e storici alberghi del centro e solo immagina ciò che possono contenere...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Turista povero&lt;/em&gt;: sei il più fortunato. Arrivando dalla periferia con un intrepido matatu, sei arrivato nel taxi park (vedi foto di PG), il cuore pulsante della vita diurna della capitale (caro turista ricco, quel groviglio di taxi che vedi dall’alto, è in realtà governato da una logica perfettamente ordinata. Tuffatici dentro se vuoi conoscere la vera Kampala!)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari turisti per caso, ovunque abbiate trascorso la notte, ora raccogliete il vostro sangue freddo (vi servirà per il caldo solleone), un occhio alle borse sporgenti (le mano leste sono in agguato con i wasungu in giro), controllate che la vostra bottiglietta dell’acqua innocentemente acquistata non abbia buchi sospetti e inoltratevi nel più suggestivo e labirintico dei mercati mai costruiti su questa terra: &lt;strong&gt;Owino markeeeet!!!!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui troverete di tutto, dalle scarpe da ginnastica ultimo modello allo zainetto per la scuola, dalle trappole per topi ai libri, dalle valige alle spezie alternative, dalle sarte alle stoffe, dai costumi da bagno alle mutandine col pizzo. Tutto rigorosamente di seconda mano (ok, non le spezie, ne’ le sarte, 'porine!). Fino a qualche anno fa, il labirinto di Owino era off limit pr i wasungu. Oggi l’unico vero ostacolo è il grado di sopportazione che avrete nei confronti dei venditori che vi assaliranno appena vi vedranno buttare l’occhio su un loro articolo. Alcuni angoli del mercato, stoffe, semi, spezie, frutta, sono dei quadri viventi. &lt;em&gt;Un solo obbligo: &lt;strong&gt;CONTRATTARE!&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-1109769264485428202?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/1109769264485428202/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=1109769264485428202&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/1109769264485428202'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/1109769264485428202'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/06/turismo-diurno-kampala-atto-i_11.html' title='TURISMO A KAMPALA (ATTO I): taxi e mercati'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/Rm50EtkAqjI/AAAAAAAAACg/bKF86SNb4AI/s72-c/Kampala+taxi+park+04.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-1111106470884827187</id><published>2007-06-11T22:11:00.000-07:00</published><updated>2007-06-12T22:07:17.208-07:00</updated><title type='text'>PUNTATA VOCABOLARIO</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/Rm40LdkAqiI/AAAAAAAAACY/8roDrMPQBB0/s1600-h/i+trasporti+x+sito.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5075051201611999778" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/Rm40LdkAqiI/AAAAAAAAACY/8roDrMPQBB0/s320/i+trasporti+x+sito.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cari italo-viaggiatori e italo-golosi,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per capire la vita ugandese occorre iniziare con una bella sfogliata al vocabolario locale.&lt;br /&gt;Mettiamo le cose in chiaro: &lt;em&gt;matatu? boda boda? chapati? cassava? matoke? musungu?&lt;/em&gt; &lt;em&gt;Parlez-vous français?&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Dicesi &lt;strong&gt;&lt;em&gt;matatu&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, un taxi-pulmino a 8-25.000 posti!!! Caratteristiche principali: corre come un matto e si infila dappertutto. È noto per la violazione assoluta di ogni diritto di precedenza. Nota ai viaggiatori: in caso di incidente,…sarete un bel gruppetto. Aspetti positivi: è un mezzo molto economico (2 km circa = 500 Ush = 0,25 centesimi di euro) e avrete sempre qualcuno con cui chiacchierare (specialmente se gli sedete in braccio). Nota folcloristica: ogni retro matatu è dotato di un messaggio illuminante sulla nostra dura vita. La comunità dei matatu è molto popolosa, perciò: direzione che vai, matatu che trovi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicesi &lt;strong&gt;&lt;em&gt;boda boda&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;, un moto-taxi a 1-3 posti. Caratteristiche principali: corre come un matto e si infila dappertutto. È noto per la capacità di infilarsi in qualsivoglia apertura del traffico incollatissimo di Kampala. Nota ai viaggiatori: mezzo fortemente sconsigliato per l’integrità delle vostre ginocchia; mezzo fortemente consigliato per chi ama respirare aria fresca e smog. Aspetti positivi: è il mezzo più rapido e raggiunge qualsiasi indirizzo. Nota folcloristica: quando non trasportano persone i boda boda diventano i muli del trasporto merci: dalle canne da zucchero alle lame zincate, dai carichi di galline ai boda boda in panne! La comunità dei boda boda è sottoposta ad una regolamentazione governativa che ne vieta l’uso dopo le dieci di sera per ragioni di sicurezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicesi &lt;strong&gt;&lt;em&gt;chapati&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; l’invenzione culinaria più succulenta dopo la polenta. Trattasi di una versione ugandese della piadina, solo che in alternativa allo strutto, c’è la frittura del circolare impasto. Viene servito spesso con un una frittata dentro, ma anche da solo non è per niente male. Lo fanno praticamente dappertutto ma i migliori sono sicuramente quelli cucinati nello slum, non mi chiedete perché, non ho risposta, ma è scientificamente vero. Parola di forchetta golosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicesi &lt;strong&gt;&lt;em&gt;cassava&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; una radice di specie variabile e di varia commestibilità. All’apparenza questo tubero non dà l’acquolina, ma è l’uso che se ne fa come accompagnamento che le dà valore. Personalmente sono sentimentalmente legata a questo contorno perché nelle Filippine mi veniva servito come merendino, affogato nello zucchero di canna. In Uganda potrete trovare lungo le strade cassava fritta, arrostita o bollita. Se fritta sa da chips, se arrostita sa da pannocchia, se bollita non sa da niente. Nei ristoranti tipici ugandesi la troverete come contorno per vari piatti di carne o pesce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicesi &lt;strong&gt;&lt;em&gt;matoke&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; la polenta fatta con le banane. Di banane in Uganda ce ne sono di infiniti tipi. La banana da polenta, la banana da friggere, la banana da bollire, la banana piccola, la banana grande, la banana verde, la banana gialla, la buccia di banana, la foglia di banana, la banana del parrucchino, …ok stop. Le matoke vengono usate come contorno per piatti di carne o pesce (eh sì, si accompagna bene al pezzetto di carne che avete sulla forchetta).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dicesi &lt;strong&gt;&lt;em&gt;musungu&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; una creatura molto curiosa dal colorito biancastro. Sentite sempre questa parola quando camminate per strada? Hei non guardatevi intorno, siete proprio voi: i bianchiiii. Anche se alla lunga l’appellativo potrebbe risultare cromaticamente scomodo, non c’è nessun atteggiamento polemico o discriminatorio nella persona che lo usa per rivolgersi a voi. È il nomignolo inconfondibile e facilmente memorizzabile che gli ugandesi imparano fin da piccoli per connotare i pallidi del pianeta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste sei definizioni non sono che un assaggio dell’adrenalina, della cucina e delle istantanee africane che si possono catturare in questo variopinto paese. Ma il seguito lo gusterete nelle prossime puntate. Buoni mezzi pubblici a tutti cari &lt;em&gt;wasunguuuuuu!!!&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;(...hei tranquilli, è solo il plurale di &lt;em&gt;musungu&lt;/em&gt;!)&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-1111106470884827187?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/1111106470884827187/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=1111106470884827187&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/1111106470884827187'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/1111106470884827187'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/06/puntata-vocabolario.html' title='PUNTATA VOCABOLARIO'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/Rm40LdkAqiI/AAAAAAAAACY/8roDrMPQBB0/s72-c/i+trasporti+x+sito.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-6134556431608250472</id><published>2007-06-11T10:59:00.000-07:00</published><updated>2007-10-29T03:53:33.680-07:00</updated><title type='text'>LA NOTTE DI KAMPALA</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/Rm2OtdkAqhI/AAAAAAAAACQ/29LEW2wBv0M/s1600-h/ssese+islands.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5074869266797341202" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/Rm2OtdkAqhI/AAAAAAAAACQ/29LEW2wBv0M/s320/ssese+islands.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cari italo-nottambuli,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per i cuoriosi che si interrogano sulla vita notturna a Kampala, ecco la puntata che fa per voi. Tra le varie esplorazioni ugandesi, c’è stata anche la mia prima notte insonne durante la quale ho conosciuto le diverse luci del divertimento. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima tappa (h 20.00): cena nel centro sportivo più inn di Kampala. Un altro mondo! In una società dove grasso è bello e dove i soldi vengono spesi per necessità primarie, ci si ritrova qui in mezzo a degli ugandesi che corrono su dei tapis-roulant (della migliore marca, la più cara che esista in Italia), guardando dei televisori al plasma, mentre il barista prepara loro un cocktail. Dentro ci sono tutti i confort possibili: una stanza per incontri d’affari con divani in pelle e impianti di aria ionizzata per i fumatori, piscina sauna e massaggi, una sala ristorante gigante, una sala computer e stanze d’albergo dove non manca nulla. Mi sono sentita una poveretta tra queste donne affascinanti e ingioiellate con il loro vestiti da sera pieni di lustrini, uomini d’affari e camerieri che ti seguono passo a passo. Il procedimento per preparare la nostra cena era carino ed originale, ma che te ne importa quando sai che dietro il muro che vedi c’è lo slum e la miseria più nera?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seconda tappa (h 22.00): S. hotel. L’hotel, dedicato a un noto esploratore, è strutturato ancora secondo la forma originaria che venne fatta dagli inglesi intorno al 1850. Nella sontuosissima hall si ritrova ancora il timone e la bussola della nave di Mr S.  All’angolo del palazzo, c’è un ristorante italiano dove si può gustare – se si ha fortuna- un vero espresso italiano. Dal lato opposto, nel giardino-veranda c’è un bar all’aperto con capannina-discoteca e sala biliardo. Inizio qui a vedere la perfezione della bellezza africana intesa secondo i modelli occidentali. Una donna europea mediamente carina si sente una nullità di fronte a questi corpi scultorei, con occhi da cerbiatto e pelli color cioccolato che sembrano fatte di seta. Come uomo, come non perdere la testa di fronte a tanta perfezione e sensualità? Purtroppo quando si esce dal cancello del locale si vede anche l’altra faccia della medaglia: decine e decine di ragazze, sobriamente vestite, che aspettano chi pagherà loro &lt;em&gt;il prossimo giro&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Terza tappa (h 23.30): K. pub. Nel quartiere residenziale inn di Kampala, caratterizzato da case monumentali e giardini faraonici, c’è una piazzetta apparentemente anonima se vista alla luce del giorno. La sera però, tutto si colora, o meglio si scolora: è uno dei ritrovi favoriti dai &lt;em&gt;wasungu&lt;/em&gt; (quelli con la pelle bianca ndr). C’è un ristorante cinese, un negozio di artigianato scelto, un bar all’inglese. Non tardo a ritrovare delle facce conosciute. Simpatico, affollato ma non particolarmente movimentato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quarta tappa (h 01.00): I. pub. Il locale è un pezzo d’Europa incastonato a Kampala. Tipico pub irlandese, nessuna pecca: moquette, tavoloni di legno, Guinnes, musica dal vivo, gente ubriaca. Le bellezze non si fanno attendere e iniziano a riempire la pista. Gli occhi degli uomini scivolano su quei movimenti fluidi e le mani delle donne li afferranno per rendere reali le loro fantasie. Conosciamo presto la più bella della pista: Miss B. &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Oh, ragazzi mi sento tremendamente pallida, tonda, bassa,...sono malataaaa...&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; Questa ragazza, giovane e apparentemente ingenua, è di una bellezza che Armani sognerebbe per la sua collezione: alta, stretta, pelle splendida, sorriso dolce e capelli conciati a soffice nuvola. Stando a quanto ci dice Miss B. suo padre era italiano. &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Eh, la classe non e’ acqua...&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; Comincio a conoscerne una, due, tre, la cugina, la sorella maggiore, l’amica, la sorellina minore. &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Bene, ora arrivano anche i nonni, il cane, lo zio Toni e nonna papera. &lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;Tutte mi dicono che mi trovano simpatica e vorrebbero rivedermi, in una serata in cui, tengo a sottolineare, non ero per niente brillante (...)&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Quinta tappa (h 04.00): C. pub. Avendo trovato la discoteca chiusa e vista l’ora tarda, decidiamo di fare une breve ed ultima tappa a K., il quartiere a luci rosse (o almeno così lo definiscono). Nonostante la fama del quartiere, l’ambiente è sempre festoso e amichevole, si mangia bene e i locali sono carini e accoglienti. Il C. è il locale degli incontri per eccellenza, ma se non fosse per alcuni particolari _sexy ma sobri d’altra parte- potrebbe sembrare semplicemente un locale trendy, molto alla moda. All’interno ci sono dipinti con donne ammiccanti e sensuali. Nel supermercato del sesso, dove le patatine sono considerate merce, le linee femminili sono esaltate in modo galante e falsamente innocente. Il bar al centro del cortile è costruito intorno ad un albero illuminato di verde, che, se non fosse per i manichini di donne in atteggiamenti provocatori sul tetto, si direbbe una statua naturale, elogio “vegetale” al mondo onirico di Salvador Dali’. &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Ma, ragazzi, al di la’ delle mie percezioni artisticheggianti, sono al C*****!!!!&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;  C’ero già stata altre volte ma mai ad un’ora così tarda. Mi sembrava di essere Baby nel film Dirty Dancing, quando lei entra per la prima volta nella sala da ballo del personale con un’anguria in braccio. Abbiamo attraversato il locale per uscire e mangiare qualche spiedino sulla strada. Là ho visto la prima delle sorelle precedentemente conosciute, la maggiore, quella che comanda tutte le altre. Sul mio viso è comparso un sorriso di familiarita’, subito frenato dalla  percezione della coincidenza della sua presenza là e dell’assenza delle sorelle. &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Andale&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;&lt;strong&gt;andale siori e siore... Erika danza per voi il valzer del boccaloneee...&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; Il mio slancio poppantesco si placa sotto la doccia fredda dei bollenti spiriti di Kabalagala. “Le ha già sparpagliate in giro”, mi dicono. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Sesta tappa (h 04.30): A. bar. Questo locale è noto perché è l’ultimo a chiudere e, come mi spiegherà un neo amico burundese, Mr D., solo i vampiri arrivano all’ultima tappa. Davanti all’entrata mi ritrovo davanti alla triste scena di Miss B. con la sorellina minore accovacciate davanti ad un uomo seduto sulla strada. Niente di pornografico, ma la confidenza tra i tre lasciava immaginare il seguito della nottata. Dentro ritroviamo un bel po’ di presenze che abbiamo incontrato nel corso della serata: alcuni amici, alcune turiste bianche, la famiglia di Miss B. al gran completo. Inizio ben presto a sentirmi coinvolta dentro il gioco di fantasie e bugie che in queste serate fan da padrone. Molte facce poco raccomandabili, alcune ragazze dalla fama di donne da evitare, alcuni uomini dall’atteggiamento un po’ troppo confidenziale. Tutti erano molto cordiali, gli uomini è facile dirlo, ma le donne pure. &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Hei ragazze, mettiamo subito le cose in chiaro, etero o bi ch’io possa sembrare: NON SONO IN CERCAAAA...&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; Il gruppo di Miss B. mi ha fatto cerchio intorno, senza ch'io dessi troppa confidenza perché la storia delle mille palle mi disturbava un po’.  Nonostante questo, dopo qualche chiacchiera mi sono sentita sorprendentemente a mio agio, anche perché, a ore tarde, parlare francese mi riusciva molto più facile che articolare l’inglese . &lt;strong&gt;&lt;em&gt;I would, bon je sais, tu vois, moi I’m not, so c’est super, tu vois…&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; Nel frattempo sono arrivati altri amici delle amiche. Arriva anche un “fratello” –straubriaco-; dalla confidenza con le sorelle non si capisce esattamente che grado di parentela abbiano... &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Mamma, papa’ ma quella volta invece comprarsi una bella TV no, eh?...&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; Miss B. e Miss S. però preferiscono disattendere la compagnia degli uomini per starmi vicine. Nel frattempo Mr D. e gli amici, stupiti del fatto ch’io non sia ancora sposata, iniziano a proporsi uno ad uno. Dopo estenuanti discussioni sulla mia età, ho detto d’avere 23 anni e loro mi hanno dato ancora della bugiarda perché non posso avere più di 21 anni. &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Ok ne ho 22, chi offre di piu’, chi offre di meno??? 22 aggggiudicatoooo!&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Quando le prime luci dell’alba hanno iniziato a rischiarare le nostre facce sbattute, i miei amici sono ritornati in mezzo alla mia ormai numerosa combriccola. &lt;strong&gt;&lt;em&gt;Buongioooorno, un croissant?&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; Certo, non era una situazione tranquilla, certo non erano facce raccomandabili, certo in tanti mi hanno raccontato un sacco di palle per farsi belli, ma i miei amici mi tenevano sott’occhio da lontano e la compagnia era piacevole. Mi sembrava finalmente di vivere la vita di Kampala, perché per la prima volta non ero coordinatrice di un bel niente, non lavoravo da nessuna parte, non abitavo da nessuna parte, non parlavo italiano e soprattutto perché per sentirmi accettata un po’ ho mentito anch’io. Eravamo alla pari in quel momento. E poi, visto che l’ambiente non è dei più tranquilli ed io ho uno dei miei principali progetti nel quartiere, è meglio avere amici e sorelle, piuttosto che nemici e sconosciuti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fine serata (h 06.30): Ufficio! La serata è conclusa, anche se andrò ha letto solo alle 7.oo...&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Seboooo (signore), seboooo, sebo m**** wake up!&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; La guardia armata del mio compound ci mette 15 minuti per svegliarsi, nonostante il clacson e le mie grida (in compenso tutto il mio quartiere è stato buttato giù dal letto) &lt;strong&gt;&lt;em&gt;... Si’ buongiorno lo so, e’ presto...e’ che dovevo passare a prendere i croissant...&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Buongiorno a voi! (Buonanotte Erika!)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;PS Ringrazio Luca per la gentile concessione della foto. In realta’ sono le Seese Islands sul lago Vittoria...ma e’ l’unica foto notturna che avevo!!! &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-6134556431608250472?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/6134556431608250472/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=6134556431608250472&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/6134556431608250472'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/6134556431608250472'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/06/la-notte-di-kampala.html' title='LA NOTTE DI KAMPALA'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/Rm2OtdkAqhI/AAAAAAAAACQ/29LEW2wBv0M/s72-c/ssese+islands.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-2508715235959279585</id><published>2007-05-14T10:45:00.000-07:00</published><updated>2007-05-24T10:32:04.794-07:00</updated><title type='text'>(traduzione/ traduction) EN BUS VERS LE KARAMOJA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RlXL-oxIAEI/AAAAAAAAACI/vvjRhs5aOhI/s1600-h/viaggio.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5068181232631152706" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RlXL-oxIAEI/AAAAAAAAACI/vvjRhs5aOhI/s320/viaggio.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il était arrive pour moi le moment de prendre un moment plus intimes entre moi et cette terre. Le moment de se connaitre sans intermediaires. Si la grande madame des savanes m’aurait donné le permis de la traverser, j’aurais pu apprécier de la vue de paysages que, aux voyages nocturnes rapides et découverts, sont souvent nié.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Et quelle meilleur façon de la traverser qu’avec un bus ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le voyage s’annonçait long, fatiguant, peut être dangereux, sûrement plein de point d’interrogation. L’essence sera suffisante jusqu’à Moroto ? Le bus résistera jusqu’à la fin du voyage ? Il y aura de la place pour mes bagages parmi tous les poulets ? Les Karimojongs armés laisseront passer le bus sans embouches? La siccité va continuer ou on se retrouvera dans la bue dans le milieu de rien ? Et surtout si seulement une de ces possibilité devait être réelle, j’aurais la chance de capter avec mon portable ?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pour chacune de mes questions, il était lié un souci particulier et réel.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Désormais dès deux mois l’Ouganda se retrouve avec des escortes rationnés et très cher d’essence à cause de la rupture d’un oledotte au Kenya et peut être d’autre causes pas vraiment claires. Aussi si par rapport au diesel, l’essence est un moindre problème, ces bus folkloristiques boivent beaucoup...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;En plus, étant qu’ils sont souvent vieux et qu’ils parcourent des routes impossibles pour n’importe quel autre bus européen, les bus locaux s’arrêtent souvent pendant le voyage. Parfois le bus est substitué en temps plus ou moins impossibles ; d’autre fois ils ont abandonnés sur la rue en attendant que quelqu’un se décide à aller le récupérer. J’ai déjà vu des personnes prendre un autre moyen au marcher avec résignation vers le premier village.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Les coqs, comme d’autres types des marchandises, coûtent beaucoup moins chers au dehors de la capitale, parfois la moitié. C’est pour cette raison que notamment au retour vers la capitale, chaque personne se remplisse de sac de charbon, kilos de fruits, sachet des semences, mais surtout de coqs ! ils les vendent à groups, attaché par les pattes, avec les têtes désorientés qui regardent du bas vers le haut les marchandages sur leur chair. Ils viennent après posé par terre, entre pieds et valises, en attendant avec nous la fin de leur voyage.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un autre problème, sûrement celui qui fait plus peur, est le risque d’attentats armés. Les opérations de désarmement de la part du gouvernement se déroulent de plusieurs mois, mais la situation est encore précaire. Les personnes qui possèdent encore une arme sont celle qui sont fuite aux opération de désarmement et qui résultent donc être les plus dangereuses. Les voitures sont l’objectif le plus attaqué. C’est pour cette raison que quand on voyage en voiture, on voyage pendant la nuit. Pendant la nuit ils ne peuvent pas voir si les personnes ont dans la voiture une escorte armée, donc les risques sont moindres. Les bus ont été attaqués seulement deux fois en deux ans. Donc ce voyage fatiguant et fascinant reste la façon plus sure pour voyager dans la région.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Malheureusement, au dépit du fait que la saison des pluies soit commencée il y a plus d’un mois, dans certaines zones du Karamoja, après les premiers orages, aucune goutte d’eau n’est plus tombée. Les karimojongs m’ont donné le surnom de Nakiru (la femme qui est arrivée avec la pluie) parce que dans mes visites précédentes j’ai été gentiment accompagné par des grandes orages. La malchance vous direz. Une benediction ils disent. Mais égoïstement j’espérais de terminer mon voyage avant de me retrouver dans la bue avec mon bus.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Et enfin, si une seulement des ces possibilités se serait déroulé, j’aurais pu avertir quelqu’un. Heureusement tout est allé pour le mieux et la ligne est disparue seulement quand aux portes de Moroto j’ai vu de loin le cher Ale qui m’attendait. Quelqu’un a protégé mon voyage jusqu’aux dernières mètres.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le Karamoja s’est fait traverser et il m’a offert de la compagnie, de papotement, de la compagnie, de salut vites et des regards curieux, sous fond de poulet souffrants et paysages à but du souffle. Les montagnes, les cascades, la savane, les villages, les pasteurs et leurs vaches, les femmes et les enfants, les arbres très hauts et ceux à parapluie, quelque dik dik aussi. A fur et à mesure qu’on monte vers le nord le scénario change, les maisons en briques deviennent des cabanes, les grandes cultures laissent l’espace au savanes. Ce voyage est seulement l’entré des richesses que cette terre possède.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le Karamoja c’est une terre qui enchante. Le vrai mal d’Afrique commence ici.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-2508715235959279585?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/2508715235959279585/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=2508715235959279585&amp;isPopup=true' title='2 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/2508715235959279585'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/2508715235959279585'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/05/voyage-de-papier-una-corriera-verso-il.html' title='(traduzione/ traduction) EN BUS VERS LE KARAMOJA'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RlXL-oxIAEI/AAAAAAAAACI/vvjRhs5aOhI/s72-c/viaggio.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-6370259553572426586</id><published>2007-05-14T10:42:00.000-07:00</published><updated>2007-05-24T10:26:03.010-07:00</updated><title type='text'>(traduzione/ traduction) LE JEU DES COULEURS</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RlXKDIxIADI/AAAAAAAAACA/J0rI-Q3zhXE/s1600-h/CIMG2393.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5068179110917308466" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RlXKDIxIADI/AAAAAAAAACA/J0rI-Q3zhXE/s320/CIMG2393.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Une zèbre jeune, un éléphant bleu, une gazelle rouge. Un monde à l’envers? No, seulement l’historie d’un monde un peu plus droit.&lt;br /&gt;Ce n’est pas une école, ce n’est pas un centre de jeux, peut être qu’il soit tous les deux choses ensemble. Un hybride ? No, seulement la combinaison parfaite entre divertissement et enseignement&lt;br /&gt;Ce n’est pas un jeu, il ne requiert pas de la force, c’est amusant. Une magie? No, seulement une grande idée sur laquelle ils se trouvent l’accord les grand et les petits.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cela c’est l’histoire d’un quartier de couleur rouge, où la misère a le couleur noir, où les femmes s’habillent avec des morceaux de couleur et où les hommes s’assoient à leur coté en demandant quelque chose plus de leurs innocence.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Au milieu de la rue principale il y a une déviation à droite. Un panneau en signale la direction : « Holiday Inn ». La famille Hilton aurait réfléchi deux fois en plus avant d’acheter un auberge ici ; au contraire la famille de l’Holiday Inn n’a pas douté que cela aurait été un investissement très fructueux.&lt;br /&gt;En avançant on se retrouve dans le milieu d’une bidonville pleine de vie, vie de misère, vie de fatigue, mais vie. Au dépit de cela il ne semble manquer vraiment rien, du chapati au poulet pour les grands appétits, aux vêtements de deuxième man pour une soirée un peu spéciale, un container avec un coiffeur pour avoir le cheveux à la mode. Il ne semble manquer rien de tout, tout est peut être à mesure de femme. Tout semble prêt pour une soirée spéciale. Tout est à mesure d’homme.&lt;br /&gt;Mais en tout ces couleurs pour les grands, y a-t-il la place pour un enfant?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attendez, ne soyez pas sans patiente. La rue ne termine pas là. Tournez à droite, oui, là, entre le container et la baraque abandonnée. Il vous semble encore tout gris ? Mais moi, mois j’entends des enfants chanter ensemble, une femme autoritaire mais gentille répéter l’alphabet et si vous regardez au delà de la porte où il y a l’affiche « Cinéma », vous allez voir des zèbres jeunes, des éléphants bleus, des gazelles rouges. Je vous l’avais dit qu’ils existaient ! Ils sont des enfants avec des T-shirt des milles couleurs, qui apprennent l’alphabète en s’amusant, qui sont attentifs et qui ne se ennuient jamais de répéter tous ce qui apparaisse sur le grand tableau noir.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sur que c’est une fable, sur que c’est une école, sur que c’est un jeu, sur que c’est une magie, c’est un coin de paradis parmi le couleur noir de la misère et le couleur rouge du sexe, c’est une parenthèse à mesure d’enfant entre le travail de mademoiselles bonsoir et le shopping des hommes. C’est un espoir qui va permettre à ces enfants de rêver une vie meilleure et de la réaliser !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cette petite école a été ouverte au début de l’année 2007, mais l’histoire du projet Cinéma a débouté bien avant, dans les années ’90, quand un group des jeunes de la bidonville de Kabalagala a décidé d’offrir aux enfants du quartier une alternative à la rue, et ils ont autofinancé un petit cinéma gratuit pour les enfants et payant pour les adultes. Quand ISP –l’ ONG où je travaille – a connu cette asso locale, le projet a été consolidé et on a créé des nouvelles activités pour les enfants. Cinéma, activités sportives et musicales, doublé des films en Luganda, nouvelles activités lucratives pour financer l’association. A partir de 2007 il y a aussi une école d’alphabétisation. Chaque activité est une opportunité concrète pour ces enfants pour sortir de la bidonville: deux joueurs de l’équipe de football ont été admis dans l’équipe nationale du Rwanda et d’Ouganda ; des écoles ont financé les études pour 17 entre eux ; 20 sont parrainés ; pour 40 entre eux il a été crée une école d’alphabétisation. Au même temps les activités de l’association ont créé du boulot, de lieu pour la communauté, des divertissements saines et instructifs.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cela n’est pas une fable aussi s’il y a une conclusion magique.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cela c’est une histoire vraie que je vois se dérouler sous mes yeux.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cela c’est un vrai projet de développement.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-6370259553572426586?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/6370259553572426586/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=6370259553572426586&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/6370259553572426586'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/6370259553572426586'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/05/voyage-de-papier-la-favola-dei-colori.html' title='(traduzione/ traduction) LE JEU DES COULEURS'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RlXKDIxIADI/AAAAAAAAACA/J0rI-Q3zhXE/s72-c/CIMG2393.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-1103766472162680188</id><published>2007-05-12T10:34:00.000-07:00</published><updated>2007-05-12T12:07:10.560-07:00</updated><title type='text'>UNA CORRIERA VERSO IL KARAMOJA</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RkX76uRlEGI/AAAAAAAAAB4/8Inp8pSf0Wo/s1600-h/bus+impaltanato.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5063730342320738402" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RkX76uRlEGI/AAAAAAAAAB4/8Inp8pSf0Wo/s320/bus+impaltanato.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Era arrivato per me il momento di ritagliare un momento più intimo tra me e questa terra. Il momento di conoscerci senza intermediari. Se la grande signora delle savane mi avrebbe dato il permesso di attraversarla, io avrei potuto godere della vista di paesaggi che ai rapidi e scoperti viaggi notturni sono negati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quale modo migliore per attraversarla se non con un bus?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il viaggio si presentava lungo, faticoso, forse pericoloso, sicuramente pieno di interrogativi. Basterà la benzina fino a Moroto? Il bus terrà fino alla fine del viaggio? Ci staranno i miei bagagli tra tutti i polli? I karimojong armati lasceranno passare il bus indenne com’è nella consuetudine? La siccità continuerà o ci troveremo impantanati in the middle of nowhere? Se il bus si dovesse fermare avrei la fortuna di captare qualcosa col mio cellulare?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad ognuna delle mie domande si ricollegava una preoccupazione particolare e reale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ormai da due mesi l’Uganda si trova con il carburante razionato e iper costoso a causa della rottura di un oleodotto in Kenya e forse di qualche altra causa, non dichiarata. Anche se rispetto al diesel, la benzina è presente in misura maggiore, quegli sgangherati bus ciucciano parecchio…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre proprio perché sono spesso di seconda mano e obbligati ad attraversare strade impossibili per un qualsiasi bus europeo, i bus locali si guastano spesso durante il viaggio. Talvolta il bus viene sostituito in tempi più o meno impossibili; altre volte non riparte più finchè qualcuno non si decide ad andare ad aggiustarlo. Ho già visto persone prendere un altro mezzo o incamminarsi rassegnate a piedi verso il primo villaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I polli, come molte altre merci, costano molto meno rispetto a Kampala, talvolta anche la metà. Per questo, specialmente durante il viaggio al ritorno verso la capitale, ogni persona fa scorta di sacchi di carbone, cesti di frutta, sacchetti di semi vari, ma soprattutto di polli! Li vendono a ciuffi, attaccati per le zampe con le teste confuse che guardano dal basso verso l’alto le compravendite della loro carne. Vengono poi appoggiati a terra, tra i piedi e le valige, aspettando con noi la fine del loro viaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro problema, ed è sicuramente il più preoccupante, e' il rischio di ambush, agguati armati. Il disarmo governativo nella regione è in atto da parecchi mesi, ma la situazione è ancora critica. Le persone che sono ancora in possesso di un'arma, sono quelle che ce l’hanno fatta a sfuggire alle operazioni di disarmo fino ad ora, dunque quelle più pericolose. Le macchine sono un bersaglio favorito. Per questa ragione noi ci muoviamo di notte per attraversare la regione. Quando non si vede chiaramente chi c’è dentro la macchina, non si vede se c’è qualcuno armato e per questo i rischi di ambush diminuiscono. Dei bus sono stati attaccati solo due volte in due anni. Fare questo viaggio folkloristico diventa quindi il modo più sicuro per viaggiare nella regione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo nonostante la stagione delle piogge sia iniziata da più di un mese, in certe zone del Karamoja dopo il primo temporale che ha annunciato l’inizio della nuova stagione, nemmeno una goccia è più caduta. I karimojong mi hanno dato il soprannome di Nakiru (colei che viene con la pioggia) perché nelle mie visite precedenti sono stata accompagnata da grandi acquazzoni. Una sfiga direte voi. Una benedizione dicono loro. Egoisticamente però speravo di terminare il mio viaggio evitando di ritrovarmi impantanata con il bus capovolto. Il mezzo infangato in mezzo alla savana è un’altra delle scene tipiche di questo folkloristico viaggio (vedi foto...).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed infine, se una sola di queste possibilità si fosse realizzata, sarei riuscita ad avvisare qualcuno? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Fortunatamente tutto è andato per il meglio e la linea del cellulare è sparita solo quando alle porte di Moroto ho finalmente visto il caro Ale che mi aspettava. Qualcuno ha protetto il mio viaggio fino agli ultimi metri!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Karamoja si è fatto attraversare e mi ha offerto compagnia, chiacchiere, saluti fugaci e sguardi incuriositi, sottofondo di polli sofferenti e paesaggi da togliere il fiato. Gli altopiani, le montagne, le cascate e la savana a perdita d’occhio, i villaggi, i pastori e le loro vacche, le donne e i bambini, gli alberi altissimi e quelli ad ombrello, persino qualche dik dik. Via via che si sale verso il nord, lo scenario cambia, le case in muratura diventano capanne, le grandi coltivazioni si diradano e lasciano spazio alla savana. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questo viaggio è solo l’antipasto delle ricchezze che questa terra possiede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Karamoja è una terra che incanta. Il vero mal d’Africa inizia qui. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;P.S. La foto e' di PG. Fortunatamente non appartiene all'esperienza che ho vissuto ma solo a quella che ho visto passando in macchina!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-1103766472162680188?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/1103766472162680188/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=1103766472162680188&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/1103766472162680188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/1103766472162680188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/05/una-corriera-verso-il-karamoja.html' title='UNA CORRIERA VERSO IL KARAMOJA'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RkX76uRlEGI/AAAAAAAAAB4/8Inp8pSf0Wo/s72-c/bus+impaltanato.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-2132873626187191365</id><published>2007-04-22T10:58:00.000-07:00</published><updated>2007-04-22T11:08:20.554-07:00</updated><title type='text'>MOMENTI</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RiukXE-ry-I/AAAAAAAAABw/8bOCuRUiN5s/s1600-h/tramonto+sul+nilo.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5056315723034119138" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RiukXE-ry-I/AAAAAAAAABw/8bOCuRUiN5s/s320/tramonto+sul+nilo.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Note raccolte in poesia&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Danzano leggere nel vento.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Uno sguardo si volge&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Un cristallo accarezza il viso.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-2132873626187191365?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/2132873626187191365/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=2132873626187191365&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/2132873626187191365'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/2132873626187191365'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/04/momenti.html' title='MOMENTI'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RiukXE-ry-I/AAAAAAAAABw/8bOCuRUiN5s/s72-c/tramonto+sul+nilo.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-6278799849834202067</id><published>2007-04-21T04:03:00.000-07:00</published><updated>2007-04-22T01:05:02.722-07:00</updated><title type='text'>LA FAVOLA DEI COLORI</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/Rin0cE-ry8I/AAAAAAAAABg/6BFMqHI0lDE/s1600-h/DSC_9705.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5055840819910265794" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/Rin0cE-ry8I/AAAAAAAAABg/6BFMqHI0lDE/s320/DSC_9705.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Una zebra gialla, un elefante blu, una gazzella rossa. Un mondo alla rovescia? No, solamente la storia di una realtà un po’ più diritta.&lt;br /&gt;Non è una scuola, non è un campo giochi, o forse è entrambe le cose insieme. Un ibrido? No, solamente la combinazione riuscita tra divertimento e insegnamento.&lt;br /&gt;Non è un gioco, non richiede forza, è divertente. Una magia? No, solo una grande idea che mette d’accordo grandi e piccini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è la storia di un quartiere di colore rosso, dove la miseria è di colore nero, dove le donne vestono strisce di colore e dove gli uomini si siedono loro accanto chiedendo di comprare qualcosa di più della loro candida innocenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In mezzo alla strada principale c’è una svolta a destra. Un cartello ne segnala la direzione: “Holiday Inn”. La famiglia Hilton ci penserebbe un po’ su prima di investire in un albergo qui; quelli della Holiday Inn invece non hanno avuto dubbi sul loro redditizio investimento.&lt;br /&gt;Inoltrandosi ci si trova nel bel mezzo di una baraccopoli piena di vita, vita misera, vita di stenti, ma vita. Eppure sembra non mancare proprio nulla, dal chapati al pollo per le grandi fami, ai vestiti usati per una serata un po’ speciale, al container con il parrucchiere per avere i capelli all’ultima moda. Sembra non mancare nulla, tutto è forse a misura di donna. Tutto sembra pronto per una serata speciale. Tutto è a misura di uomo. Ma dove trova posto un bambino in mezzo a tutti questi colori da grandi?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aspettate, non siate impazienti. La strada non finisce là. Svoltate ancora a destra, sì, proprio là tra il container e la baracca abbandonata. Vi sembra ancora tutto grigio? Eppure io sento dei bambini cantare in coro, una donna autorevole ma gentile recitare l’alfabeto e se faccio capolino in quel grande stanzone dove appare la scritta cinema, vedo delle zebre gialle, degli elefanti blu, delle gazzelle rosse. Ve l’avevo detto che esistevano! Sono dei bambini con magliette di mille colori, che imparano l’alfabeto ridendo, che stanno attenti e non si stufano di ripetere tutto ciò che appare sulla grande lavagna nera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo che è una favola, certo che è una scuola, certo che è un gioco, certo che è una magia! È un angolo di serenità tra il colore nero della miseria e il colore rosso del sesso, è una parentesi a misura di bambino tra il lavoro delle signorine buonasera e gli acquisti maschili. È una speranza vera che permetterà a questi bambini di sognare una vita migliore e di realizzarla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa piccola scuola è stata aperta all’inizio del 2007, ma per conoscere la storia completa del progetto Cinema occorre ritornare un po’ indietro nel tempo e precisamente negli anni ’90, quando un gruppo di ragazzi nati e cresciuti nello slum di Kabalagala, ha deciso di creare un’alternativa alla strada per i bambini del quartiere . Hanno aperto cosi' un piccolo cinema che proiettava degli spettacoli gratuiti per bambini e a pagamento per gli adulti, in modo da poter coprire i costi del progetto. Quando ISP –la mia ONG- è entrata in contatto con questa associazione locale, il progetto è stato rafforzato e nuove attività sono state create. Cinema, sport, musica, duplicazione dei film in luganda, nuove attività remunerative per l’autosostentamento del progetto, dal 2007 anche una scuola di alfabetizzazione. Ogni attività è diventata un’opportunità concreta per questi ragazzi per uscire dallo slum: due dei ragazzi della squadra di calcio sono stati convocati rispettivamente nelle nazionali ruwandese e ugandese; 17 hanno ricevuto una borsa di studio; 20 sono stati sostenuti a distanza; per 40 di loro è stata creata una piccola scuola; in 300 assistono alle programmazioni televisive del finesettimana. Allo stesso tempo le attività dell’associazione hanno creato dei posti di lavoro, dei luoghi di ritrovo e dei divertimenti sani e istruttivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa non è una favola anche se c’è il lieto fine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è una storia vera che vedo svolgersi giorno dopo giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è un progetto di sviluppo.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-6278799849834202067?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/6278799849834202067/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=6278799849834202067&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/6278799849834202067'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/6278799849834202067'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/04/puntata-degli-indovinelli.html' title='LA FAVOLA DEI COLORI'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/Rin0cE-ry8I/AAAAAAAAABg/6BFMqHI0lDE/s72-c/DSC_9705.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-293439747335684212</id><published>2007-04-11T22:52:00.000-07:00</published><updated>2007-04-11T22:53:53.140-07:00</updated><title type='text'>MATTINO</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/Rh3JVMJ42wI/AAAAAAAAABY/eCYcQhtidaQ/s1600-h/DSCN4835.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5052415722856700674" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/Rh3JVMJ42wI/AAAAAAAAABY/eCYcQhtidaQ/s320/DSCN4835.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(Scritto del novembre 2006)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Svegliarsi con il lieve tepore del giorno che nasce, mentre tu navighi ancora nel mondo della notte; ti ripari nella calda tana respingendo svogliatamente le nuove ore che prepotentemente ti chiedono di accoglierle sull’attenti. Inizia un nuovo ciclo di ore e mentre la punta del tuo piede tocca terra, la testa gia’ inizia a programmare vorticosamente i ritmi del giorno. Il balcone socchiuso lascia scorgere il mondo che ancora una volta non ti ha atteso ed e’ in fermento gia’ dai primi albori. Tra le goccioline che scorrono infantili sul vetro ti danno il buongiorno le signore delle nevi che materne proteggeranno e benediranno il tuo cammino fino ad una nuova notte. Dalla disapprovazione infantile del neonato che viene privato del suo uovo magico, la gioia di un nuovo inizio prende spazio. Così mentre il corpo ancora indolenzito muove i primi passi verso la luce, un sorriso ebete compare sul viso e le note di una musica serena ti danno il benvenuto in un nuovo giorno.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Non capita spesso di svegliarsi felici. É diventato ormai un privilegio dei sereni accorgersi della propria ricchezza e goderne fino al tramontare di un nuovo giorno. Le paure appartengono alla notte; il giorno ci dà il privilegio di controllare le nostre emozioni, di dominarle e di lasciare che ci travolgano se ne abbiamo voglia. Svogliatamente troppo spesso preferiamo mettere in folle la nostra volontà per darci il lusso del lamento. Passiamo più tempo a fare collezione di eventi che non ci vanno, invece che gioire nel rileggere la lista delle nostre fortune. È strano il genere umano, non egoista, ma pigro nella sua serenità e forte nella sua debolezza. Quando la luce del suo giorno é accompagnata dalle tenebre, egli diventa un leone e combatte. Ritorna l’istinto di sopravvivenza, la forza materna, la volontà di combattere per ciò che si ama. Quando invece la salute, l’amore ed il benessere traboccano nel nostro cestino della merenda, l’uomo preferisce pensare che qualcosa ancora gli manchi. La macchina più grossa per soddisfare i nostri occhi ma che fa piangere tacquino e polmoni. L’indigestione di bigné per soddisfare le pupille ma che stanca il nostro stomaco e ingrassa quei centimetri che tanto vorremmo controllare. Il jeans che tutti hanno per farti sentire come quelli fighi, ma che in realtà ti priva della tua originalità. Ed il cervello va in pappa: per quale odiosissima ragione più ricerchi la felicità più questa ti sfugge? La sofferenza rafforza l’uomo ed il benessere lo indebolisce? Verrebbe da pensare che una strana legge umana sia stata creata perché la vita dell’uomo non sia mai perfetta…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;…Al contrario, quando si capovolgono le leggi della natura, quando l’antinomia dello star bene e dell’essere felici si rompe, allora la magia si produce. La forza ed il sorriso convivono e danno vita ad un raro fenomeno che viene chiamato gioia di vivere. É un tesoro immenso che gli uomini ricercano nei posti e con le attività più insolite, senza accorgersi che si può ottenere semplicemente al risveglio sorridendo al giorno che nasce.&lt;br /&gt;…e cosi é successo questa mattina, quando il giorno ha scoperto energicamente il mio torpore notturno e solleticandomi la gola con il profumo del caffé mi ha chiamata a continuare il mio cammino. In cima alla lista delle mie ricchezze c’é questa consapevolezza. Non so dove la mia strada mi porterà, ma giorno dopo giorno mi sta regalando delle emozioni enormi. Chissà se questa è la felicità, so solo che in questo momento non desidero niente di più di ciò che ho. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-293439747335684212?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/293439747335684212/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=293439747335684212&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/293439747335684212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/293439747335684212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/04/mattino.html' title='MATTINO'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/Rh3JVMJ42wI/AAAAAAAAABY/eCYcQhtidaQ/s72-c/DSCN4835.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-5342010020625518049</id><published>2007-04-11T22:18:00.000-07:00</published><updated>2007-04-11T22:49:00.414-07:00</updated><title type='text'>UNA MAMMA IN AFRICA</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/Rh3H-8J42vI/AAAAAAAAABQ/WSRFEG9dkkA/s1600-h/DSC_9204.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5052414241092983538" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/Rh3H-8J42vI/AAAAAAAAABQ/WSRFEG9dkkA/s320/DSC_9204.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;  Come immaginarsi meglio viziati se non in un paesaggio come questo, con l’aria equatoriale che ti accarezza il viso e una mamma con cui condividere il lettone? Eh si ragazzi, la mia mamma è scesa fino in Uganda per coccolare la sua Erikina per ben tre settimane, Pasqua compresa!&lt;br /&gt;La fortuna di avere la mamma in Africa è quella di poterle finalmente mostrare il mondo con i miei occhi e farle amare ciò che io ho scelto di amare. Quel che riempie di gioia è vederla capire la mia vita, è sorprendere i suoi occhi senza più espressione di incomprensione per un cammino non facile da accettare. Lei ora è nella mia vita e vive le mie scelte. E in fondo i suoi occhi mi dicono finalmente le parole che ogni figlio desidererebbe sentire da un genitore …&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  Inizialmente abbiamo visitato i progetti di Kampala. È stata la sorpresa dell’Africa piena di voci, di bambini, di donne che sorridono, di mani che stringono mani, di persone che soffrono e di persone che ti fanno riscoprire la gioia delle cose semplici. Inizialmente la faccia di mamma era quella del primo arrivante, insicura e intenerita, commossa e sconvolta,….Ma dopo qualche giorno di rodaggio tutto è sbocciato, le mani si sono aperte ad altre mani, il sorriso ad altri sorrisi, gli abbracci ad altri abbracci. Così inizia il mal d’Africa, quello che ti avvolge come una coperta materna, che ti ricopre di stelle tanto vicine da coprirti il volto, che ti fa sorridere al vento. Forse mal di felicità infantile, spensierato e inebetito, stupefatto e curioso, incoscente e sfrontato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; E’ seguito poi il sano turismo. Ripeto, il sano. Perché deve esistere un momento di pausa mentale che ti faccia scoprire l’Africa immaginata, quella delle foreste equatoriali e delle savane aride, dei leoni e degli elefanti, del Nilo e delle cascate che si tuffano nel verde intenso. Abbiamo così trascorso il nostro finesettimana nel parco delle Murchison’s falls e la nostra visita è stata ricompensata da tanti regali inaspettati: due leoni maschi in contesa per l’unica femmina, tre giraffe intente a misurarsi il collo per sapere chi lo aveva più lungo e chi quindi poteva dominare (la gara al più lungo è sempre prerogativa maschile…), una famiglia di elefanti durante il bagno nel Nilo, i coccodrilli che boccheggiavano sulla riva del grande fiume. Che poesia può essere più grande di quella espressa senza pretese ma in modo tanto incantevole da Madre Natura? Che disegno può esprimere più significato di quello che troviamo vivo nel momento che ci scorre davanti? Che perfezione può esistere al di fuori di questo ciclo perfetto di vite che corrono lungo lo stesso filo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Abbiamo proseguito il nostro viaggio nel Nord Uganda, nella regione che dopo anni di guerra civile inizia a rialzarsi da terra e a rivolgersi ad un futuro più roseo. È strano vedere campi profughi a perdita d’occhio con capanne senza più paglia sul tetto, con le mura distrutte, con le piazzole antistanti piene d’erba. Triste spettacolo, grande tragedia? No, solo il lento ed incerto ritorno alla normalità. Quelle che fino a qualche mese fa erano delle oasi di protezione apparente in un oceano di pazza ed estrema violenza, che nascondevano disperazione, paura e costernazione, sono ora delle terre abbandonate. Solo chi è stato costretto a lasciare la propria casa può percepire il sottile e rassicurante odore delle cose familiari, la gioia dei colori della propria terra, la sicurezza di vedere ancora amici e famiglia intorno a sé. Speriamo solo che la pazzia umana non distrugga nuovamente cio' che la ragione con fatica sta tentando di realizzare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; C’è stato un momento particolarmente duro per me e mamma. Abbiamo visitato uno dei migliori ospedali del Nord Uganda. Nonostante le condizioni fossero decisamente migliori di tanti altri disumani ricoveri, visitare una stanza per bambini con un tumore ci ha rigettate negli incubi più neri. Pensare al cammino che abbiamo fatto, sapere quanto duro è stato per tutti arrivare alla luce e immaginarci quell’incubo racchiuso in un contesto del genere, ci ha lasciato addosso una sensazione contradditoria di rifiuto, di frustrazione, di appartenenza ad un elite non scelta, di profonda ingiustizia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; È stata una settimana intensa, piena, difficile. Gli incontri sono stati tanti. Siamo ritornate con il cuore pieno di emozioni a metà, tra il bianco ed il nero, tra il precipizio e la speranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Infine quest’ultima settimana, con il mio lavoro, i miei colleghi e gli amici, i miei progetti e ancora la mia mamma. La mia camera si è riempita improvvisamente di routines conosciute e vissute in passato in un contesto lontano anni luce da questo. La mia mamma che stira, le contese su un cioccolatino in più, il risotto col profumo di casa, le uscite serali e lei che si lamenta dell’ora tarda. L’unica cosa che ci riporta alla realtà sono le telefonate di papà, nostalgico ma sereno, che ci fa capire che la nostra casa è sempre là, incastonata nelle Dolomiti. Ad aspettare lei. Ad aspettare me, un giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Ora vivo una nuova routine, navigo in spazi miei, scopro orizzonti che mi fanno sentire al sicuro, indosso nuovi abiti che mi calzano a pennello. Per la prima volta non mi sto ponendo obbiettivi. Sono esattamente dove avrei sempre voluto essere. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-5342010020625518049?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/5342010020625518049/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=5342010020625518049&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/5342010020625518049'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/5342010020625518049'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/04/una-mamma-in-africa.html' title='UNA MAMMA IN AFRICA'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/Rh3H-8J42vI/AAAAAAAAABQ/WSRFEG9dkkA/s72-c/DSC_9204.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-811157173772242671</id><published>2007-03-13T07:07:00.000-07:00</published><updated>2007-03-13T07:18:14.774-07:00</updated><title type='text'>RICORDI</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RfayfwD55nI/AAAAAAAAABI/lzf_HYy0TOI/s1600-h/photos+erika+001.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5041413091434817138" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RfayfwD55nI/AAAAAAAAABI/lzf_HYy0TOI/s320/photos+erika+001.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;IMMAGINI FUGACI&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;SECCANO LE LACRIME&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;ODORI CORPOSI&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;ACCOLGONO I PASSI&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-811157173772242671?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/811157173772242671/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=811157173772242671&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/811157173772242671'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/811157173772242671'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/03/ricordi.html' title='RICORDI'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RfayfwD55nI/AAAAAAAAABI/lzf_HYy0TOI/s72-c/photos+erika+001.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-2711669754369184235</id><published>2007-03-13T06:42:00.000-07:00</published><updated>2007-04-22T02:01:14.766-07:00</updated><title type='text'>SOUVENIRS LILLOISES</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RisjUE-ry9I/AAAAAAAAABo/U1OIFfE-2Uw/s1600-h/souvenirs+lilloises.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5056173834494528466" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RisjUE-ry9I/AAAAAAAAABo/U1OIFfE-2Uw/s320/souvenirs+lilloises.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Arriver dans une ville étrangère, reconstruire une routine quotidienne, sortir de notre valise ce qu’on était et disposer dans notre nouvelle armoire les vieux souvenirs à coté des nouvelles expériences. Soit qu’on ait été obligé, soit qu’on l’ai voulu nous mêmes, l’émigration constitue un point de départ où notre vie va être remise en jeu. Les obstacles sont nombreux : matériels, sociaux, économiques et culturels. Comment s’intégrer dans une culture d’accueil toute en conservant celle d’origine ? Le danger est double- renoncer à une culture en essayant d’intégrer la nouvelle ?- mais aussi les opportunité sont doubles : vivre notre culture dans la nouvelle vie. Les immigrés sont porteurs d’une double richesse culturelle, ils ont crée le pont entre deux cultures et deux pays. Ils sont citoyens du monde et en même temps ils conservent des spécificités qui les caractérisent par rapport aux autres origines. Le partage de ces spécificités peut augmenter la connaissance réciproque, l’échange interculturel et les ponts entre différentes communautés.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Pendant mes voyage j’ai tissé mes souvenirs d’enfance sur un collier que je porte toujours devant le cœur, n’importe où je me trouve dans le monde. Parfois je les raconte à un ami, parfois ils s’expriment tout seuls à travers mes comportements et mes habitudes. Moi, comme italienne du nord, je porte dans le cœur les Alpes bellunesi, le dur travail des agriculteurs des montagnes, les chansons des partisans que mon père me chantait pour vaincre la fatigue dans les promenades en altitude, la récolte des champignons dans les bois, les plongés dans les fleuves gelés, la polenta de la mamie,…&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Je me suis retrouvée un jour à regarder au dehors d’une fenêtre qui coupait transversalement l’image de l’extérieur en me faisant voir un ciel bizarrement capricieux et des maisons des bricks rouges coupées à gâteaux. A' mon retour en Italie après trois ans, mon collier était plus grand et ses couleurs étaient multiples, parce que chaque personne que j’ai croisé dans ce morceau de vie, m’a laissé un peu d’elle même: la tranquillité d’Alis et de Marika, les estoniennes, l’énergie d’Andrzej, le polonais, l’optimisme de Ana, la bosniaque, la générosité de Mounir et Wassil, les algériens, les sages conseils de Sancie et Charlotte, les françaises, le chaleur de Valentina, Fabia et Massimiliano, mes trois rois mages. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Aujourd’hui je me sent plus riche, notre expérience et notre amitié m’a donné une connaissance qu’on ne peut pas retrouver dans les livres, qui n’est pas faite de mots, mais de gestes, d'échanges, des relations.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-2711669754369184235?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/2711669754369184235/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=2711669754369184235&amp;isPopup=true' title='1 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/2711669754369184235'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/2711669754369184235'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/03/voyage-de-papiersouvenir-de-france.html' title='SOUVENIRS LILLOISES'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RisjUE-ry9I/AAAAAAAAABo/U1OIFfE-2Uw/s72-c/souvenirs+lilloises.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-5173541215277323881</id><published>2007-03-12T21:57:00.000-07:00</published><updated>2007-03-24T06:40:45.246-07:00</updated><title type='text'>TRADIZIONI E FELICITA'</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RfYwbQD55lI/AAAAAAAAAA4/WklJE1qax6g/s1600-h/CIMG1836.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5041270077613794898" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RfYwbQD55lI/AAAAAAAAAA4/WklJE1qax6g/s320/CIMG1836.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;10 marzo 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Italianissimi, italianofili, italia-nostalgici,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;qualcuno mi può spiegare per quale storica ragione la nostra politica è sempre un disastro? Vi seguo a distanza e a singhiozzo ma ciò che mi arriva non è proprio incoraggiante. Altro che pane e mortadella, pane e volpe dobbiamo far mangiare ai nostri governanti! Comunque sia siamo sempre tra le politiche più colorite ed avvincenti, abbiamo perso gli aggiornamenti sulle vacanze sarde del berlusca, ma almeno non arrestiamo lo show!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda l’Uganda, che non fa strage tra le news dei media, ci penso io ad aggiornarvi un po’.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono da poco tornata dal Karamoja e, al di là dei rischi che assumiamo viaggiando senza scorta armata, devo ammettere che mi sono riempita gli occhi e il cuore. Nonostante la bellezza del paesaggio, sfruttare la zona a fini turistici non e' ancora un programma all'ordine del giorno. Peccato e per fortuna. Gli animali sono ormai rari e le violenze interetniche minano la magia di una terra incantata. La terra degli elefanti è oggi una savana piena di insidie. Nonostante ciò rimane a noi la fortuna di vedere delle terre dove i modernismi occidentali sono ancora deboli di fronte al peso delle tradizioni e dove i locali vivono in simbiosi con la natura. Il paradosso è che dando loro qualcosa da una parte, dall’altra portiamo con noi ciò contro cui li vorremmo preservare. Questa linea di equilibrio-squilibrio fa purtroppo parte delle nostre “scelte forzate”. Qualcuno si è stupito nel vedere quante associazioni locali ci fossero in un piccolo villaggio come Iriri. Gli si è fatto notare che queste sono nate da poco più di un mese, ossia quando i finanziatori internazionali hanno annunciato di volersi appoggiare sul tessuto sociale organizzato per sviluppare i propri progetti nella regione. Da un giorno all’altro una trentina di asso. hanno fatto la loro comparsa! Solamente da qui, vivendo accanto ad una cultura tanto diversa, possiamo vedere con maggior chiarezza tutte le assurdità della nostra!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda l’emergenza IDP (internal displaced persons= rifugiati interni) della quale vi avevo parlato precedentemente (ricordate le persone che elemosinavano per strada?) per il momento è diminuita. La coordinazione ha funzionato abbastanza bene e si è riusciti ad impedire la creazione di nuovi campi IDP.&lt;br /&gt;Le persone che mendicavano per le strade di Kampala sono state riportate in Karamoja come previsto, ma le varie ONG le hanno soccorse, hanno ricondotto nei loro villaggi quelle che avevano un posto in cui ritornare, hanno inserito gli orfani in dei collegi ed hanno previsto la costruzione di nuovi villaggi per tutti gli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con una punta di soddisfazione vi comunico che il primo progetto Unicef che abbiamo fatto e che ho seguito è quasi al termine. Con Davide e Alessandro sono andata a Kobulin per visitare il villaggio tradizionale costruito dalle donne del progetto. Per me è stata una forte emozione poter vedere quelle case e poter conoscere le persone che vi abiteranno. Sono dei tronchi e dell’erba, ma quelle capanne sembravano dei gioielli incastonati nella savana, in perfetta armonia con essa e con i colori che la scaldano.&lt;br /&gt;Mentre gli altri continuavano la « visita », mi sono seduta in mezzo a due capanne. Davanti a me delle donne lavoravano bruciando l’erba di troppo. Mi sono sentita per un attimo bambina, nei prati di mia nonna, quando ero troppo piccola per maneggiare una forca ma anche troppo curiosa per potermi distrarre con i giochi. Sedevo all’ombra del melo e mi perdevo a osservare quella tradizione perfetta nei suoi riti e nelle sue abitudini. Il lavoro del fieno faceva parte delle cose da grandi che volevo assolutamente imparare a fare; volevo padroneggiare forca e cicli di raccolta prima che qualche evento ne potesse cancellare per sempre il passaggio. Mia nonna diceva sempre che il suo lavoro un giorno sarebbe finito e che nessuno l'avrebbe ripreso in mano. Ricordo con quanta fierezza presi dalle mani la forca che mio nonno un giorno fece su misura per me, liberandomi così dal ruolo di “porta-acqua”. Nel corso della mia infanzia in soli dieci anni ho visto tutta quella che era una campagna piena di meli, ciliegi, viti e granoturco, mucche e cavalli, diventare prima rovi e poi bosco o nel peggiore dei casi mura e tetti. Ogni tradizione è storia, è cultura, è parte di ciò che ci forma. Mi chiedo ormai da troppo tempo cosa sia felicità e quale sia il modo giusto per cercarla… &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Per quel che riguarda la vita del « bush », per me è stata un’esperienza totale. Come punto di partenza non avere mura intorno alla casa, né guardi armate costituisce di per sé una gran sensazione di liberta'. Contrariamente alla capitale, la piccola città è accogliente, familiare e al tempo stesso spettacolare. Si può fare una breve passeggiata vicino a casa e già ci si trova davanti la savana a perdita d’occhio. La presenza di Stella, la ragazza che aiuta Ale nella cura dell’ufficio, è stata una compagnia preziosa per conoscere gli angoli di Moroto e i suoi abitanti. In Karamoja la gente non si fa riguardo nel fermarti, fare qualche passo con te e discutere di quel che viene. Gli abitanti sono incuriositi nel vedere un muzungu (un bianco) girare tra le loro case, fare capolino alla porta di una donna che ha appena partorito o sedersi in mezzo a loro per prendere un po’ di respiro. Per evitare le richieste di soldi, inevitabili con un colore della pelle così tremendamente pallido, ho fatto scorta di tabacco locale al mercato e riempivo le mani con il mio cornetto di capra. Il gesto era apprezzato. E la gente dopo un po’ di titubanza, rideva di cuore nel vedere la scena. Naturalmente ho provato anch’io a inspirarne un po’, con ovvi effetti da pivellina no smoker!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo accanto alle belle notizie, devo anche riportare il rovescio della medaglia. La violenza al nord non si ferma. Il disarmo continua e certe zone sono diventate off zones. Quando eravamo a Iriri alcuni Karimojongs hanno rubato le mandrie custodite dai militari. Le bestie sono state recuperate ed altri morti sono stati aggiunti alla lista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aneddoto a dir poco "armato": nelle parti più a rischio si viaggia durante la notte, ma proprio in una strada immersa nello splendido manto di una notte africana, quasi non vedevamo che proprio in mezzo c’era un carro armato senza luci. Potete immaginare cosa potrebbe voler dire tamponare un carro armato??? Devo ammettere che al di là della scenetta comica, fa un brutto effetto trovare un tale marchingegno piazzato davanti e pronto ad essere attivo nella zona circostante…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mio ritorno a Kampala segna anche l’inizio di un altro progetto. Il progetto Cinema 3, progetto di microcredito nello slum a luci rosse di Kampala, volto ad aiutare i bambini attraverso delle attività ludiche, didattiche e sportive. Ma questa è un’altra storia!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Uganda si sta rivelando una scuola continua. La mia università è il terreno. È un insegnamento che mi apre degli universi dai colori differenti e contrastanti, un pentolone di saperi costruiti vivendo. Non è facile capire tutto, non credo sia nemmeno possibile, ma fortunatamente la sete di imparare non si sazia mai!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un piccolo annuncio finale: a fine luglio nascerà la mia seconda nipotina! Invito chi può vedere mia sorella a baciarle il pancione per me!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tanti bacioni a voi!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erika &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-5173541215277323881?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/5173541215277323881/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=5173541215277323881&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/5173541215277323881'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/5173541215277323881'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/03/usi-costumi-e-felicita.html' title='TRADIZIONI E FELICITA&apos;'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RfYwbQD55lI/AAAAAAAAAA4/WklJE1qax6g/s72-c/CIMG1836.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-2691913475171100273</id><published>2007-03-09T05:05:00.000-08:00</published><updated>2007-03-16T05:00:38.472-07:00</updated><title type='text'>BIENVENUE EN KARAMOJA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RfFcjQD55jI/AAAAAAAAAAk/w-PzYlyocOk/s1600-h/CIMG1801.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5039911218680817202" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RfFcjQD55jI/AAAAAAAAAAk/w-PzYlyocOk/s320/CIMG1801.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;7 marzo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chers amis,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Je suis ravie de voir vos réponses et je vous remercie pour l’affection que vous me démontrez. Je profite ainsi pour vous mettre à jour sur la situation d’ici, étant que les nouvelles sur l’Ouganda ne passionnent pas trop les médias.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Je viens de revenir du Karamoja et, au delà de tous les risques qu’on prend en voyageant sans escorte armé, je dois avouer que j’en ai plein le cœur. En Ouganda on n’a pas trop exploite' une telle ressource pour les touristes comme les kenyans ou les tanzaniens . Dommage et chance. Les animaux sont tellement rares désormais et les violences infra ethniques déchirent une terre enchantée. La terre des éléphants est maintenant une savane dangereuse. Néanmoins c’est la chance à nous de pouvoir encore voir des terres où la civilisation n’y peut rien, où les locaux sont en symbiose avec la nature. C’est un paradoxe, en leur donnant quelque chose d’un coté, de l’autre on porte avec nous ce contre lequel on veut les préserver. Cette ligne de paradoxe fait malheureusement partie de nos « choix forcées ». Quelqu'un c’est étonné de voir combien d’associations locales il y avait dans une ville comme Iriri, un tout petit village. On lui a fait remarquer que ceux là sont naît il y a quelque mois, quand des financeurs ont annoncé de vouloir s’appuyer sur le tissu social organisé pour faire ses projets. Et d’un jour à l’autre, hélas, une trentaine d'asso ont fait leur apparition ! &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Heureusement l’émergence IDPs (internal displaced persons) dont je vous avais parlé a été pour le moment écartée. La coordination a assez bien marché et a réussi à empêcher ce la creation des nouveaux IDPs camps. Les personne on été transporté au nord, mais la coordination a réussi à les reconduire à leurs village, à placer les orphelins dans une boarding school sous la surveillance d’une autre ONG et à donner de la terre pour qui ne savait pas où retourner.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maintenant faire comprendre que si l’opération a bien marché, cela ne veut pas dire avoir résolu le problème, c’est un autre chose. Parfois des solutions sont moins difficiles de ce qu’on pense. Par exemple, si on va voir le pourcentage des enfants qui s’enfuit à Kampala, on s’aperçoit que la plus grande partie part pendant les vacances scolaires. Pourquoi ? Peut être-t-elle une vacance ??? La raison est bien simple : parce que pendant les vacances ils sont privés des repas quotidiens de l’école et à la maison ils constituent une bouche en plus. Mettre les écoles en condition de donner tjr à manger, peut empêcher environ le 50% des départs. Mais personnes ne pense au long terme pour le moment...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Plus,  je peux vous annoncer que le projet de placer les personnes qui vivaient dans une structure d'accueil provisoire en Karamoja a été mené à bien. J’ai ressenti une forte émotion de voir le village construit avec le projet que j’ai écrit et connaître les personnes qui y habitent. C’est un village traditionnel, construit par des femmes, celles qui connaissent comment conduire une vie sédentaire (ils sont les hommes à avoir une vie semi-nomade). J’ai laissé les autres poursuivre et je me suis arrêtée pour m’asseoir dans une cabane. Les femmes travaillaient dans les maisons à coté. Personne ne se demandait qu’est ce que l’autre était en train de faire. Moi, je regardais la savane. Qu’est ce qu’il est beau de vivre chacun à sa façon. Je m’interroge désormais trop fréquemment sur qu’est ce que c’est le bonheur et quelle est la façon de le rechercher...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pour ce qui me concerne vivre dans « le bush » a été une expérience très enrichissant. Déjà ne pas avoir de mur autour de la maison, ni des gardes armés est bien relaxante. Le petit village est contrairement à la capitale, très accueillant et familial. On peut tranquillement se promener et se faire des amis. Je suis devenue copine de la demoiselle qui travaille dans notre maison et elle m’a donné la chance de bouger avec elle. A Kampala les gens sont plus réservés.  En Karamoja on ne crainte pas de t’approcher et de se promener avec toi pour discuter un peu. Je ne vous dis pas marcher sous le soleil de la savane. Les rythmes de vie ici sont dictés par la force du soleil. Les personnes sont assez curieuses de voir un muzungu qui vient chez eux et s’assoit à coté d’eux. Ils m’ont bien accueillie. Et pour esquiver les requêtes d’argent (ou de mariage…) qu’une blanche fait naître spontanée, je me promenais avec mon cornet de chèvre plein de tabac local. C’est bien apprécié de se le voir offrir. Pour ce qui me concerne, j’ai naturellement essayé de me mettre aussi dans mon nez ce tabac…Le effets étaient très amusants à voir.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Malheureusement à coté de ces belles nouvelles, je dois reporter que la violence dans le nord ne s’arrête pas. Le désarmement continue et certaines zones sont vraiment dangereuses.  Nombreux sont les attaques entre karamojong des différentes parties, mais aussi avec les ethnies des pays voisins. Quand ont était à Iriri, un petit village à coté du camp IDPs de Kobulin, des karamojong ont volé le bétail qui était surveillé par les militaires. Environ 140 vaches. C’est cela leur richesse. C’est cela la clé de vie d’une culture entière. La représaille ne s'est pas fait attendre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dans les parties plus dangereuses de la région on voyage pendant la nuit. Une épisode rigolote c’est qu’entre poussière et trous dans la rue à un certain point on ne s’était pas aperçus d’avoir au milieu de la rue un carre armé sans lumière. Vous pouvez imaginer de se fracasser sur une carre armée ??? Je dois avouer qu’en tous cas, cela faisait un très mauvais effet de trouver une telle machine placée là pour "agir" autour de nous…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mon retour à Kampala signe pour moi aussi le début d’un autre projet. Mon projet Cinéma a été approuvé ! C’est un projet de micro crédit pour une association locale dans le quartier rouge de Kampala. A travers un cinéma didactique et des activités sportives on cherche à donner aux enfants une alternative au dehors de la bidonville. Mais cela c’est une autre histoire !&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vous savez, cela a été vraiment dommage d’arriver à l’année de fac je t’attendais de longtemps et n’avoir pu profiter de ses cours. Mais mon université maintenant c’est le terrain. C’est un école de vie, qui m’ouvre des univers des couleurs différents et contrastantes, des savoirs construits en vivant. Il n’est pas facile de tout comprendre, il n’est peut être même pas possible, mais heureusement la faim de savoir ne s’arrête jamais.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cela dit, je me souhaite de recevoir bientôt des lettres de vous tous. La vie ici m’enrichisse chaque jour et m’apaise, mais parfois la solitude s’attache comme une bête rare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Je vous envoie des énormes bisous.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erika &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-2691913475171100273?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/2691913475171100273/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=2691913475171100273&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/2691913475171100273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/2691913475171100273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/03/7-marzo-chers-amis-je-suis-ravie-de.html' title='BIENVENUE EN KARAMOJA'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RfFcjQD55jI/AAAAAAAAAAk/w-PzYlyocOk/s72-c/CIMG1801.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-4015868340895339448</id><published>2007-03-09T05:01:00.000-08:00</published><updated>2007-03-16T04:48:32.412-07:00</updated><title type='text'>USI E COSTUMI</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RfFbcgD55iI/AAAAAAAAAAc/C_YWapu1Vfo/s1600-h/CIMG1877.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5039910003205072418" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RfFbcgD55iI/AAAAAAAAAAc/C_YWapu1Vfo/s320/CIMG1877.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;31 gennaio 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari amici,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;W internet! Dopo una lunga pausa, finalmente sono ricconnessa con il mondo. Trasloco effettuato. Ora vivo stabilmente nella sede del nuovo ufficio, un compound di 4 case difese da una guardia. I vicini sono una famiglia zimbabuese e una cinese; in piu' se apro la finestra vedo a 50 mt il COOPI, un'altra ONG italiana dove lavora una famiglia di amici. A parte la serenita' di avere finalmente dei vicini, ma volete mettere il divertimento di guardare gli usi e costumi cinesi in Africa??? ...arrivano puntuali alle 6, si fiondano in cucina, mangiano riso con le bacchettine rigorosamente fuori casa...quello che cucina lo fa a petto nudo tatuato, traversina da cuoco e coltelloni da macellaio alla mano. Per il resto della serata li senti cantare e fare Ataiii iataaaa....Quando si parla di stereotipi...&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Sabato organizzo la cena di inaugurazione del nuovo ufficio. Mi cimentero' con i canederli... Vedremo i risultati....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Più la gente si diverte a dirmi che prima o poi scoprirò l’Africa che mi stuferà, più passano i giorni ed io sono sempre più innamorata di questa terra.&lt;br /&gt;Se proprio volete una nota di demerito, ieri sono andata a mangiare etiope ed oggi le conseguenze si sono fatte sentire tutto il giorno. Eravamo in due a cena e ci hanno servito un vassoio ricoperto da una specie di piadina morbida dal gusto acido. Sopra c’erano vari assaggi, pezzi di pollo, verdure, salse, legumi cucinati in modi diversi. Lo scopo del &lt;em&gt;gioco&lt;/em&gt;? ...staccare un pezzo di pane e con le mani a pinza raccogliere un po’ di cibo. Ma voi lo sapete quanto ci acquisisce il gusto a mangiare con le mani? Ho fatto anche un bel pranzo nel bel mezzo del trasloco: pic nic in casa con Nasuna, l'housegirl dell'ufficio. Abbiamo mangiato riso e verdure con le mani. Beh, finché non si impara la tecnica, auguri ai vestiti puliti! Oggi,… tutto il giorno in bagno. E’ il mio battesimo africano. E benvenuto anche a lui! (PG e Don Luciano conoscono bene la storia precedente….che cambiamento, eh???)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un’altra novità, questa volta da Belluno, è la carrambata che mi ha fatto PG. Il nuovo impiegato ISP è niente po po di meno che un mio compagno di classe delle medie! Beh, benvenuto Daniele! &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Un annuncio riguardante la sicurezza in Uganda: tra poco la mia patente sarà pronta. Calcolando le buche, i matatu, i boda boda, il traffico, i lavori in corso e non ultima la guida a sinistra….ahhhh!!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato siamo andati a fare un po’ di spese e nel centro città &lt;em&gt;ho fatto la conoscenza&lt;/em&gt; con i bambini Karimojong (regione del nord-est). Scendono in capitale spinti da fame e mancanza di lavoro e affollano le strade elemosinando. Nella prima scena ho visto una ragazzina che insegnava ad un bimbo di 2 anni come tenere le manine per chiedere soldi. Una volta scesi i bambini ci sono corsi incontro chiedendo soldi con le loro due paroline di inglese annaquato e gli occhi versione “ti faccio pena?” Come fare ad abituarsi a questo? Se è vero che questo succederà vorrà dire che il mio cuore diventerà più duro ed insensibile? Sono bambini...eppure è impossibile pensare di aiutare tutti ed è controproducente dare loro soldi per la strada. Il terzo incontro è stato quello di una madre con figlia, entrambe con una tanica in testa. Avevo visto la stessa scena nella savana del nord, in Karamoja. Vederle nella caotica capitale e' come assistere al lento morire di una cultura. Infine un bimbo che avrà avuto su per giù 10 mesi. Non era capace di stare in piedi da solo. Era seduto in mezzo al marciapiede e guardava in alto tutta la gente che gli passava attorno, scostandolo. Non ho visto madre. Forse i bimbi dell’elemosina avevano in custodia anche lui. Boh. Era ad un metro dalla strada. Mezzo nudo, seduto su un marciapiedi. E io a guardare inebetita…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri ho selezionato una cinquantina di foto che metterò in camera mia per avervi con me la sera. Con degli amici così, come non avere nostalgia dei momenti passati insieme? Uahhhhh……vi voglio beneeeeee!!!!!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ tutto per ora. Scrivetemi, scrivetemi, scrivetemi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbraccioni, abbraccetti, abbraccini, bacini, acini, cini, nini. (ok, l’etiope continua a produrre strani effetti…!) &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Erika &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-4015868340895339448?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/4015868340895339448/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=4015868340895339448&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/4015868340895339448'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/4015868340895339448'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/03/31-gennaio-2007-cari-amici-w-internet.html' title='USI E COSTUMI'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RfFbcgD55iI/AAAAAAAAAAc/C_YWapu1Vfo/s72-c/CIMG1877.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-8542873649236085589</id><published>2007-03-09T04:52:00.000-08:00</published><updated>2007-03-16T04:47:01.144-07:00</updated><title type='text'>PIACERE KAMPALA!</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RfFacAD55hI/AAAAAAAAAAU/ScsuGoAg8xI/s1600-h/CIMG1725.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5039908895103510034" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RfFacAD55hI/AAAAAAAAAAU/ScsuGoAg8xI/s320/CIMG1725.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ciao italianissimi, ini, oni, etti,&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Qui tutto procede bene, forse anche piu’ che bene rispetto a cio’ che pensavo. Con i ragazzi mi sento in bella compagnia. Cene, chiacchierate, giretti. Tutto sta diventando familiare. Forse deriva dall’istinto di sopravvivenza riddurre tutto a misura nostra, ma, devo ammetterlo, talvolta viviamo proprio come degli italiani autentici. Altre volte invece seguiamo l’african style, una medicina che dovrebbe essere introdotta anche in Europa: calma, sorriso e take it easy.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ieri ho fatto la prima passeggiata per raggiungere la mia nuova casa. Non mi ero ancora accorta di quanto fosse verde Kampala, poiche' dalla macchina si vede solo smog e polvere. La capitale e' costituita da diversi colli limitrofi. La gente piu' ricca vive sulle colline: dove c’e’ fresco ci sono i benestanti e questo si traduce in bei giardini e tanti alberi. E' bello e raro passeggiare in una capitale e vedersi circondare da questi giganti verdi. Il rovescio della medaglia e’ che ai piedi di queste colline si estende la miseria. Baracche, paludi, rivoli fetidi. L'altra faccia del benessere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi mesi viaggiare in citta’ e’ un incubo. Forse piu’ del solito. Oltre ai problemi di norma come strade bucate, asfalto distrutto, boda boda rombanti che tagliano la strada, taxi senzaregole e dissuasori stradali di mezzo metro.... a settembre arriva la regina d’Inghilterra. La prossima riunione del Commonwealth si svolgera’ a Kampala e portera’ qui per un breve periodo i rappresentanti di 54 paesi. Che significa la regina per la vita di Kampala? Un incubo. Primo, stanno riparando le strade tutte insieme = traffico congestionato...anche due ore bloccati nello smog...un viaggio assurdo per arrivare da una parte all’altra di una strada. Tutti i commerci posticci che sorgono lungo la strada verranno eliminati (mi ricorda il film "Il piccolo Buddha": lungo la strada tutto appariva come nell’India dei sogni e appena ci si addentrava nelle stradine secondarie la miseria era enorme). La gente che chiede l'elemosina per le strade del centro dovra' ritornarsene nei villaggi d'origine (la maggior parte e' di etnia Karimojong, la regione a nord-est). Infine i prezzi delle case lievitano e gli alberghi si moltiplicano. Che dite, la regina ci invitera’ almeno per l’ora del the’ dopo tutto il trambusto che ha provocato?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il lavoro prosegue piu’ che bene. I progetti mi entusiasmano, mi arricchiscono, mi formano, mi realizzano. Penso nella vita di dover essere grata a tre fattori fondamentali: primo tra tutti il senso del dovere che mi hanno inculcato i miei genitori e che talvolta sopperisce alle carenze del mio cervello. Secondariamente, il mio capo lassu’ che mi ha preparato un progetto di vita davvero eccezionale. Infine la mia grande fortuna, perche’ capito spesso nel posto giusto al momento giusto. Dopo la Francia e le opportunita’ che quest'esperienza mi ha dato, ora e’ l’Africa a sorprendermi. Ancora non vi anticipo nulla, ma il lavoro mi piace e le responsabilita’ aumentano di giorno in giorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nuova sistemazione e’ veramente bella. Forse il quadro mi piace tanto perche’ la casa e’ a due piani, la mia camera ha 3 lati di finestre, abito di fianco ai miei amici e ...e che tutto e’ Africa, dall’aria del mattino al profumo del pranzo, dalle musiche ai sorrisi, ...beh lo sapete, il mal d’Africa ce l’ho da quando ho iniziato a studiare la geografia!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;.... Scrivetemi. Una parola dall’Italia e’ sempre un raggio di sole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Erika &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-8542873649236085589?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/8542873649236085589/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=8542873649236085589&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/8542873649236085589'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/8542873649236085589'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/03/ciao-italianissimi-qui-tutto-procede.html' title='PIACERE KAMPALA!'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RfFacAD55hI/AAAAAAAAAAU/ScsuGoAg8xI/s72-c/CIMG1725.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1071659907265566333.post-6627741169338039219</id><published>2007-03-09T04:43:00.000-08:00</published><updated>2007-03-14T06:29:54.866-07:00</updated><title type='text'>RITORNO IN AFRICA</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RfFYUgD55gI/AAAAAAAAAAM/QqjrOREUfsE/s1600-h/CIMG1738.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5039906567231235586" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; CURSOR: hand; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RfFYUgD55gI/AAAAAAAAAAM/QqjrOREUfsE/s320/CIMG1738.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;17 GENNAIO &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Carissimi, &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Rieccomi nella terra calda e viva d'Africa. Gli odori della vita del sud mi stanno gia' entrando nelle vene e leniscono lentamente le ferite della partenza. La levataccia e le ore piccole delle notti passate mi hanno permesso di dormire durante tutto il viaggio. Il caso ha voluto che nello stesso posto, dello stesso aereo, con la stessa destinazione io abbia trovato un"vecchio amico". Un professore di Padova che ho conosciuto in Grecia lavorando su un progetto francese ideato dai nostri partners di Modena! Gia' incontrarlo in aereoporto e scoprire che prendevamo lo stesso volo e' stata una piacevole sorpresa... vedere poi che era pure il mio vicino di posto in un aereo talmente immenso e' stato sorprendente! Lui si e' fermato in Kenya per il Social forum che si terra' a Nairobi, io ho proseguito per Entebbe. &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Uganda rieccomi! &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Stanotte non ho chiuso occhio. I temporali africani sprigionano un rumore e una luce talmente forti che sembra arrivi l'apocalisse ogni volta. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Aspetto con ansia questa ritardataria stagione secca... &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Vado, il lavoro inizia. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Vi abbraccio ad uno ad uno. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Erika&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1071659907265566333-6627741169338039219?l=voyagedepapier-erika.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/feeds/6627741169338039219/comments/default' title='Post Comments'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1071659907265566333&amp;postID=6627741169338039219&amp;isPopup=true' title='0 Comments'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/6627741169338039219'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1071659907265566333/posts/default/6627741169338039219'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://voyagedepapier-erika.blogspot.com/2007/03/17-gennaio-carissimi-rieccomi-nella.html' title='RITORNO IN AFRICA'/><author><name>Erika</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04026383684513245043</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_EMnpiRU7FHc/RfFYUgD55gI/AAAAAAAAAAM/QqjrOREUfsE/s72-c/CIMG1738.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
