KENYA: NATALE AFRICANO

Dire che questo è stato un Natale diverso sarebbe scontato.
Ho trascorso il mio primo Natale lontana da casa, lontana dalla mia famiglia, dai miei amici e dalla mia confortante parrocchia di Mas Peron. Ho sempre cercato di combattere il materialismo con cui è stato coperto e sporcato il Natale. Ma non mi sono mai resa conto al contempo di quante cose componevano i 25 dicembre di mio ogni anno e di quanto questo momento fosse sempre stato per me ricco d’amore. Il freddo inverno di montagna, le canzoni, i colori, gli auguri, papà che taglia la legna, il calore della famiglia riunita intorno alla stufa, la mamma che minuziosamente prepara il presepe, la cena con gli amici di sempre, la messa con la mia comunità. Il Natale era ovunque, molto prima del fatidico giorno.
Il dicembre in Uganda è caldo, la stagione secca è appena iniziata. Niente mi ricordava il Natale nelle settimane passate. Le luci colorate le ho viste solo impacchettate in un negozio, invendute. Le canzoni erano di festa, ma non di festa natalizia. Certo avevo bisogno di un Natale più spirituale, meno consumistico, più puro. Ma questo era troppo.
Sono così partita per riprendermi il Natale. In Kenya.
Sapevo dove cercarlo e fortunatamente non ho fatto molta strada (se undici ore di bus su un asfalto massacrato possano essere considerate poco…). Nella piccola comunità di Nakuru c’è una persona a me cara, un padre spirituale e un amico, e la sua famiglia di bambini che un tempo erano sulla strada. È bastato un istante e mi sono sentita a casa. Ho ritrovato i sorrisi, la sorpresa dei bambini che scartano i regali, le chiacchiere con gli amici, la cena in famiglia, la messa di mezzanotte, i canti di gioia per il bambino che nasce. Ho ritrovato il vero significato del Natale nel cuore dell’Africa a migliaia di kilometri di distanza dalla mia comunità.
È stato un Natale in famiglia, è stato un Natale in comunità, è stato un Natale con Gesù.
In fondo…è stato un Natale come tutti gli altri!
P.S. La foto è stata scattata durante il mio viaggio in autobus. E sì, in Kenya ci sono anche foreste di abeti! E la polvere sulla strada era talmente tanta che le piante erano completamente grigie-effetto neve! Alla fine non mi sono fatta mancare proprio nulla: ho avuto persino centinaia di alberi di Natale.

1 Comments:
Sono io che devo dire grazie a te e a Giampietro. E anche per il bel post sulle elezioni.
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