Non mangiare scimmie morte!
Tra le particolarità dell’Uganda c’è la cordialità della gente. La gente ti saluta per strada, si ferma volentieri a scambiare due chiacchiere, o semplicemente ti allunga la mano per una stretta. Ma non in questi giorni.
In questi giorni le mani devono restare pulite. Ho iniziato a vedere comparire i primi guanti bianchi nelle banche, poi piano piano in alcuni negozi e sportelli pubblici. Poi sono iniziati gli ammonimenti: non prendere mezzi pubblici, evita i luoghi affollati, lavati le mani con la candeggina quando entri in contatto con altre persone. Ad un meeting una persona si è rifiutata di stringermi la mano.
L’ebola è tornata in Uganda.
Si pensava che la zona di contaminazione fosse circoscritta all’ormai tristemente celebre città di Bundibugyo, nell’ovest del paese. Poi i campanelli d’allarme hanno iniziato a suonare anche a Kampala. E la gente ha cominciato ad evitare le strette di mano. (Per onor di cronaca, una settimana fa è stato dichiarato che i casi sospetti a Kampala sono risultati negativi).
In tutto questo alcuni ammonimenti ci hanno permesso anche di sdrammatizzare. Un giornale raccomandava ai suoi cauti e attenti lettori di non mangiare durante i funerali e soprattutto di non mangiare scimmie morte!
Quindi necrofili e scimmiofili, uomo avvisato, mezzo salvato.

