Tuesday, July 3, 2007

IL LENTO RITORNO A CASA


Cari italo interessati,

Un aggiornamento sulla situazione Nord Uganda. I negoziati di pace continuano, il cessate il fuoco e’ stato rinnovato e le agenzie UN e le ONG stanno organizzando il ritorno dei rifugiati interni nei loro villaggi d'origine. Nonostante pero’ il miglioramento della sicurezza nella zona, l’abbandono dei campi ha riguardato solamente un terzo delle persone presenti. Alcuni di loro aspettano che la situazione si stabilizzi ulteriormente, altri non sanno dove tornare, altri ancora dopo anni di guerra civile si trovano in pericolo per una nuova minaccia, gli attacchi dall’est, dal Karamoja.

Sono ben un milione le persone che restano nei 120 campi profughi attualmente rimanenti, 395,000 quelle che si sono spostate in nuovi villaggi o in zone di transito, 460,000 coloro che sono ritornati alla loro terra d’origine.

Nonostante i progressivi miglioramenti della situazione, i donors internazionali devono pero’ ben guardarsi dall’abbassare la guardia. Purtroppo troppo spesso gli aiuti internazionali sono direzionati verso paesi dove gli interessi luccicano, dove le alleanze contano di piu’, dove la situazione fa piu’ audience. Il nord Uganda sta uscendo da anni di guerra civile, ma parte del suo corpo e’ ancora malato e proprio ora sta entrando nella fase piu’ critica. La sicurezza non e’ l’unica urgenza da risolvere. Ora c’e’ da ricostruire, ora c’e’ da coltivare, ora la gente deve tornare e ricominciare tutto, ora gli aiuti iniziano a diminuire. Ma come puo’ la gente ritornare in posti dove non ci sono scuole, ne’ strutture sanitarie, ne’ bagni, ne’ pozzi,... Come ritornare dove manca tutto? Nei campi c’era la scuola, le strutture sanitarie, le distribuzioni di cibo, l’acqua pulita. Nei campi si e’ ricostituita una struttura sociale. Alcuni bambini non sanno nemmeno come sia fatta la loro terra d’origine, per molti di loro il campo e’ tutto cio’ che abbiano mai conosciuto.

Si presenta una nuova sfida per gli attori internazionali, per il Governo e per la popolazione ugandese. La ricostruzione delle scuole, la ricostruzione delle strutture sanitarie, la ricostruzione dei villaggi, la ricostruzione del tessuto sociale.

La costruzione della normalita’.

1 Comments:

At July 4, 2007 at 10:49 AM , Anonymous Anonymous said...

Ciao!
è un piacere leggere il tuo blog!
io partirò per lo Zambia fra tre giorni.. spero che prima o poi potremo scambiarci qualche bella chiacchierata su questa terra che amiamo!!!
a presto!
ciao!
Fra

 

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