LA FAVOLA DEI COLORI
Una zebra gialla, un elefante blu, una gazzella rossa. Un mondo alla rovescia? No, solamente la storia di una realtà un po’ più diritta.
Non è una scuola, non è un campo giochi, o forse è entrambe le cose insieme. Un ibrido? No, solamente la combinazione riuscita tra divertimento e insegnamento.
Non è un gioco, non richiede forza, è divertente. Una magia? No, solo una grande idea che mette d’accordo grandi e piccini.
Questa è la storia di un quartiere di colore rosso, dove la miseria è di colore nero, dove le donne vestono strisce di colore e dove gli uomini si siedono loro accanto chiedendo di comprare qualcosa di più della loro candida innocenza.
In mezzo alla strada principale c’è una svolta a destra. Un cartello ne segnala la direzione: “Holiday Inn”. La famiglia Hilton ci penserebbe un po’ su prima di investire in un albergo qui; quelli della Holiday Inn invece non hanno avuto dubbi sul loro redditizio investimento.
Inoltrandosi ci si trova nel bel mezzo di una baraccopoli piena di vita, vita misera, vita di stenti, ma vita. Eppure sembra non mancare proprio nulla, dal chapati al pollo per le grandi fami, ai vestiti usati per una serata un po’ speciale, al container con il parrucchiere per avere i capelli all’ultima moda. Sembra non mancare nulla, tutto è forse a misura di donna. Tutto sembra pronto per una serata speciale. Tutto è a misura di uomo. Ma dove trova posto un bambino in mezzo a tutti questi colori da grandi?
Aspettate, non siate impazienti. La strada non finisce là. Svoltate ancora a destra, sì, proprio là tra il container e la baracca abbandonata. Vi sembra ancora tutto grigio? Eppure io sento dei bambini cantare in coro, una donna autorevole ma gentile recitare l’alfabeto e se faccio capolino in quel grande stanzone dove appare la scritta cinema, vedo delle zebre gialle, degli elefanti blu, delle gazzelle rosse. Ve l’avevo detto che esistevano! Sono dei bambini con magliette di mille colori, che imparano l’alfabeto ridendo, che stanno attenti e non si stufano di ripetere tutto ciò che appare sulla grande lavagna nera.
Certo che è una favola, certo che è una scuola, certo che è un gioco, certo che è una magia! È un angolo di serenità tra il colore nero della miseria e il colore rosso del sesso, è una parentesi a misura di bambino tra il lavoro delle signorine buonasera e gli acquisti maschili. È una speranza vera che permetterà a questi bambini di sognare una vita migliore e di realizzarla.
Questa piccola scuola è stata aperta all’inizio del 2007, ma per conoscere la storia completa del progetto Cinema occorre ritornare un po’ indietro nel tempo e precisamente negli anni ’90, quando un gruppo di ragazzi nati e cresciuti nello slum di Kabalagala, ha deciso di creare un’alternativa alla strada per i bambini del quartiere . Hanno aperto cosi' un piccolo cinema che proiettava degli spettacoli gratuiti per bambini e a pagamento per gli adulti, in modo da poter coprire i costi del progetto. Quando ISP –la mia ONG- è entrata in contatto con questa associazione locale, il progetto è stato rafforzato e nuove attività sono state create. Cinema, sport, musica, duplicazione dei film in luganda, nuove attività remunerative per l’autosostentamento del progetto, dal 2007 anche una scuola di alfabetizzazione. Ogni attività è diventata un’opportunità concreta per questi ragazzi per uscire dallo slum: due dei ragazzi della squadra di calcio sono stati convocati rispettivamente nelle nazionali ruwandese e ugandese; 17 hanno ricevuto una borsa di studio; 20 sono stati sostenuti a distanza; per 40 di loro è stata creata una piccola scuola; in 300 assistono alle programmazioni televisive del finesettimana. Allo stesso tempo le attività dell’associazione hanno creato dei posti di lavoro, dei luoghi di ritrovo e dei divertimenti sani e istruttivi.
Questa non è una favola anche se c’è il lieto fine.
Questa è una storia vera che vedo svolgersi giorno dopo giorno.
Questo è un progetto di sviluppo.
Non è una scuola, non è un campo giochi, o forse è entrambe le cose insieme. Un ibrido? No, solamente la combinazione riuscita tra divertimento e insegnamento.
Non è un gioco, non richiede forza, è divertente. Una magia? No, solo una grande idea che mette d’accordo grandi e piccini.
Questa è la storia di un quartiere di colore rosso, dove la miseria è di colore nero, dove le donne vestono strisce di colore e dove gli uomini si siedono loro accanto chiedendo di comprare qualcosa di più della loro candida innocenza.
In mezzo alla strada principale c’è una svolta a destra. Un cartello ne segnala la direzione: “Holiday Inn”. La famiglia Hilton ci penserebbe un po’ su prima di investire in un albergo qui; quelli della Holiday Inn invece non hanno avuto dubbi sul loro redditizio investimento.
Inoltrandosi ci si trova nel bel mezzo di una baraccopoli piena di vita, vita misera, vita di stenti, ma vita. Eppure sembra non mancare proprio nulla, dal chapati al pollo per le grandi fami, ai vestiti usati per una serata un po’ speciale, al container con il parrucchiere per avere i capelli all’ultima moda. Sembra non mancare nulla, tutto è forse a misura di donna. Tutto sembra pronto per una serata speciale. Tutto è a misura di uomo. Ma dove trova posto un bambino in mezzo a tutti questi colori da grandi?
Aspettate, non siate impazienti. La strada non finisce là. Svoltate ancora a destra, sì, proprio là tra il container e la baracca abbandonata. Vi sembra ancora tutto grigio? Eppure io sento dei bambini cantare in coro, una donna autorevole ma gentile recitare l’alfabeto e se faccio capolino in quel grande stanzone dove appare la scritta cinema, vedo delle zebre gialle, degli elefanti blu, delle gazzelle rosse. Ve l’avevo detto che esistevano! Sono dei bambini con magliette di mille colori, che imparano l’alfabeto ridendo, che stanno attenti e non si stufano di ripetere tutto ciò che appare sulla grande lavagna nera.
Certo che è una favola, certo che è una scuola, certo che è un gioco, certo che è una magia! È un angolo di serenità tra il colore nero della miseria e il colore rosso del sesso, è una parentesi a misura di bambino tra il lavoro delle signorine buonasera e gli acquisti maschili. È una speranza vera che permetterà a questi bambini di sognare una vita migliore e di realizzarla.
Questa piccola scuola è stata aperta all’inizio del 2007, ma per conoscere la storia completa del progetto Cinema occorre ritornare un po’ indietro nel tempo e precisamente negli anni ’90, quando un gruppo di ragazzi nati e cresciuti nello slum di Kabalagala, ha deciso di creare un’alternativa alla strada per i bambini del quartiere . Hanno aperto cosi' un piccolo cinema che proiettava degli spettacoli gratuiti per bambini e a pagamento per gli adulti, in modo da poter coprire i costi del progetto. Quando ISP –la mia ONG- è entrata in contatto con questa associazione locale, il progetto è stato rafforzato e nuove attività sono state create. Cinema, sport, musica, duplicazione dei film in luganda, nuove attività remunerative per l’autosostentamento del progetto, dal 2007 anche una scuola di alfabetizzazione. Ogni attività è diventata un’opportunità concreta per questi ragazzi per uscire dallo slum: due dei ragazzi della squadra di calcio sono stati convocati rispettivamente nelle nazionali ruwandese e ugandese; 17 hanno ricevuto una borsa di studio; 20 sono stati sostenuti a distanza; per 40 di loro è stata creata una piccola scuola; in 300 assistono alle programmazioni televisive del finesettimana. Allo stesso tempo le attività dell’associazione hanno creato dei posti di lavoro, dei luoghi di ritrovo e dei divertimenti sani e istruttivi.
Questa non è una favola anche se c’è il lieto fine.
Questa è una storia vera che vedo svolgersi giorno dopo giorno.
Questo è un progetto di sviluppo.

1 Comments:
Come sempre molto bello!.
Credo che solo chi ci è stato può apprezzare appieno il modo davvero unico che hai di descivere luoghi e situazioni.
Ciao
PG
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